Signora Ava

17,00

COD: ISBN 978-88-516-0299-4 Categorie: ,
Descrizione

Descrizione

Questa nuova edizione di Signora Ava consolida ulteriormente il giudizio della critica più attenta e dei lettori su un romanzo che per l’originale contaminazione tra immaginario, storia, memoria e sguardo antropologico occupa un posto di rilievo nella narrativa sul Risorgimento. Una meridionalità nel tempo, con i segni lasciati dal transito della Storia, è raccontata con una scrittura che declina in forme nuove i moduli narrativi del romanzo storico, avendo alle spalle la traversata compiuta dall’autore dal decadentismo al modernismo, al realismo. La densa Postfazione, una vera e propria “guida alla lettura”, oltre che ricostruire genesi e progettualità del romanzo, fa emergere lo straordinario palinsesto storico-culturale sotteso al racconto del passaggio all’Unità nella provincia meridionale; al centro la «cupa, disperata, nera epopea» del brigantaggio, rappresentata con empatia per il suo drammatico vissuto e le ragioni della condizione contadina, ma con un lucido equilibrio ideologico in linea con la più accreditata storiografia. Il recupero memoriale a forte imprinting antropologico, lo stile evocativo e fabulatorio – spesso frainteso dalla critica – il linguaggio modulato su una dialettalità autentica, che innervano una letterarietà qualitativamente alta, segnalano non solo la novità del romanzo al passaggio dagli anni trenta agli anni quaranta, ma ne fanno uno dei risultati più significativi della narrativa italiana del Novecento.

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Formato

pp. 356
14,5 x 20,5 cm

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Autore

Autore

Francesco Jovine (Guardialfiera, 1902-1950), scrittore tra i più apprezzati del Novecento, con la sua narrativa dal forte imprinting storico-antropologico ha realizzato una originale rappresentazione del Molise e del Mezzogiorno, attraversando artisticamente alcuni snodi fondamentali: il passaggio all’Unità visto dalla parte del mondo contadino (Signora Ava, 1942); la prima grande emigrazione transoceanica (Il pastore sepolto, 1945); il vissuto al tempo del Fascismo nel microcosmo molisano (L’impero in provincia, 1945); la contrastata condizione del giovane intellettuale provinciale (Un uomo provvisorio, 1934; Tutti i miei peccati, Uno che si salva, 1948). Il suo ultimo e più noto romanzo, Le terre del Sacramento (1950), considerato dalla critica un riferimento importante della stagione del neorealismo, ebbe consacrazione con il Premio Viareggio, assegnato pochi mesi dopo la precoce scomparsa dello scrittore