La casa solitaria

12,00

COD: ISBN 978 88 516 01713 Categorie: , , Tag: , ,
Descrizione

Descrizione

In una casa isolata, affacciata sulla conca di Sarajevo, lo scrittore accoglie una teoria di personaggi che reclamano a gran voce o chiedono sommessamente di entrare nel suo racconto. L’atmosfera ancora ottomana ma già asburgica dell’ambiente riflette la varietà dei protagonisti, che approdano a quella dimora accogliente da un lontano passato storico o dal vissuto personale del narratore, per confessarsi o testimoniare e poi, placati, svanire per sempre.

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12,5 x 20,5 cm
pp. 139

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Autore

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Nato nei pressi di Travnik, città della Bosnia centrale, Ivo Andrić apparteneva al ramo impoverito di una famiglia cattolica di piccoli artigiani originaria della pianura di Sarajevo. Alla morte dei genitori si trasferì a Višegrad, dove la zia materna provvide ai suoi studi, quindi frequentò il liceo a Sarajevo e poi studiò filosofia a Zagabria, Vienna e Cracovia. Perseguitato per la sua attività nell’organizzazione culturale e rivoluzionaria “Giovane Bosnia”, all’inizio del 1914 fu arrestato e imprigionato nelle carceri di Spalato, Sebenico e Maribor. Fu infine internato a Ovćarevo presso Travnik. Amnistiato per tubercolosi nel 1917, si laureò in filosofia a Graz nel 1919. Dal 1920 al 1941 ricoprì diversi incarichi diplomatici nei consolati e nelle ambasciate del regno di Jugoslavia, a partire da Roma proprio negli anni in cui si propagava il fascismo. Nel 1945 pubblicò “Il ponte sulla Drina”, “La cronaca di Travnik” e “La Signorina”. Fu deputato della Bosnia-Erzegovina, presidente dell’Unione degli scrittori della Serbia e della Jugoslavia, membro corrispondente dell’Accademia jugoslava delle scienze e delle arti di Zagabria e dell’Accademia slovena di Lubiana. Nel 1961 gli fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura.

Recensioni

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Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa
09/01/2017 –  Božidar Stanišić

L’editore Cosmo Iannone di Isernia recentemente ha pubblicato “La casa solitaria” – traduzione di Alice Parmeggiani – raccolta di racconti di Ivo Andrić finora inediti in Italia. Il commento del curatore dell’opera

Il libro di racconti di Andrić La casa solitaria fu pubblicato per la prima volta nel 1976, nell’edizione postuma delle sue opere complete in sedici tomi. A quel tempo la critica considerò questa raccolta soprattutto come un testamento di Andrić, giudizio mantenuto in gran parte fino a oggi.

Basandosi sul fatto che l’opera fu ritrovata nel lascito dell’autore, nelle loro recensioni a La casa solitaria i critici, in modo affrettato, hanno individuato nella funzione testamentaria anche la ragione fondamentale della nascita della raccolta. Le loro argomentazioni però erano in gran parte insufficienti e prive di analisi approfondite. Quest’opera letteraria di Andrić è semanticamente policentrica, tanto che ogni riduzione de La casa solitaria a un suo “ultimo e finale testamento” rappresenterebbe, come minimo, una limitazione nei rispetti non solo di questa, ma anche di tutte le altre sue opere.

È noto che Andrić replicava raramente o in modo assolutamente sobrio alla critica sui suoi romanzi e racconti. Solo verso la fine della sua vita egli si espresse sull’argomento in modo più aperto. Come Goethe – dalle cui opere non si separò mai – Andrić non attribuiva particolare importanza alla critica. Semplicemente, era uno dei rari autori del ventesimo secolo che si aspettavano di apprendere qualcosa da recensioni e saggi sulla propria opera, e così, quando non vi trovava una visione più approfondita o un messaggio rivolto all’autore, li riteneva superflui. “Se vuole sentire la mia opinione, le dirò: la critica è significativa, ma solo quella che appare cinquant’anni dopo la nostra morte. Il libro che è sostenuto dal futuro – è riuscito!”

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