TUTTI I MIEI PECCATI

14,00

COD: ISBN 978 88 516 0268 0 Categorie: ,
Descrizione

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Il dittico narrativo di Francesco Jovine, Tutti i miei peccati, che, oltre al racconto eponimo, include anche Uno che si salva, viene riedito con un saggio di Alberto Granese. Variamente giudicati dalla critica, fin dall’uscita della prima edizione nel 1948, i due racconti vengono ora letti secondo nuovi parametri e inquadrati da una diversa angolazione euristica. Se la forma della lettera-confessione costituisce l’elemento strutturale più rilevante del primo testo, in cui l’autore elabora una complicata vicenda di colpa e dipendenza, una storia privata che diventa il luogo di una critica profonda alle istituzioni – famiglia, matrimonio, Chiesa –, nel secondo emerge un ritratto impietoso ma lucidissimo di un intellettuale minore del Novecento, la cui ambigua “salvezza” è una sopravvivenza soprattutto sociale e materiale, non una redenzione etica. Pure essendo diversi, si collegano entrambi alla cifra metanarrativa sperimentata in Un uomo provvisorio (1934), con caratteri tipici del realismo borghese e del modernismo in esaurimento, tanto da conferire, soprattutto al titolo del secondo racconto, un significato assolutamente ironico. I due racconti mostrano da prospettive complementari lo stesso nodo morale, la responsabilità, l’adattamento, e costruiscono una riflessione unitaria sulla coscienza individuale nella storia.

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Formato: 14,5 x 20,5 cm
pp. 184

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Autori

Autori

Francesco Jovine (Guardialfiera 1902 – Roma 1950), scrittore tra i più apprezzati del Novecento, con la sua narrativa dal forte imprinting storico-antropologico ha realizzato una originale rappresentazione del Molise e del Mezzogiorno, attraversando artisticamente alcuni snodi fondamentali: il passaggio all’Unità visto dalla parte del mondo contadino (Signora Ava, 1942); la prima grande emigrazione transoceanica (Il pastore sepolto, 1945); il vissuto al tempo del Fascismo nel microcosmo molisano (L’impero in provincia, 1945); la contrastata condizione del giovane intellettuale provinciale (Un uomo provvisorio, 1934; Tutti i miei peccati, Uno che si salva, 1948). Il suo ultimo e più noto romanzo, Le terre del Sacramento (1950), considerato dalla critica un riferimento importante della stagione del neorealismo, ebbe consacrazione con il Premio Viareggio, assegnato pochi mesi dopo la precoce scomparsa dello scrittore.