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	<title>Storia e Documenti Archivi - Cosmo Iannone Editore</title>
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	<title>Storia e Documenti Archivi - Cosmo Iannone Editore</title>
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	<item>
		<title>LA POSTA DEI CONFINATIControllo e censura postale al confino politico fascista 1926-1943</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 08:00:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il confino di polizia, introdotto dal regime fascista nel novembre 1926 e presto trasformatosi in confino “politico”, ha interessato sino al 1943 circa quindicimila persone: antifascisti, dissidenti, sovversivi, e quindi comunisti, socialisti, anarchici, ma anche omosessuali, religiosi, nomadi, vagabondi, persino fascisti troppo fascisti. Tutti coloro che non erano “allineati” al regime venivano messi in condizione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2">Il confino di polizia, introdotto dal regime fascista nel novembre 1926 e presto trasformatosi in confino “politico”, ha interessato sino al 1943 circa quindicimila persone: antifascisti, dissidenti, sovversivi, e quindi comunisti, socialisti, anarchici, ma anche omosessuali, religiosi, nomadi, vagabondi, persino fascisti troppo fascisti. Tutti coloro che non erano “allineati” al regime venivano messi in condizione di non nuocere: venivano allontanati, semplicemente e silenziosamente. E nei luoghi di confino naturalmente ricevevano posta e scrivevano a casa.</p>
<p class="p3">Per la prima volta, in modo organico e completo, viene affrontato un aspetto affatto secondario del confino di polizia: il controllo e la censura postale della corrispondenza dei confinati politici.</p>
<p class="p3">Nel volume sono trattate tutte le colonie confinarie (Ponza, Ventotene, Lipari, Ustica, Favignana, Lampedusa, Pantelleria, Tremiti, Pisticci) e alcune delle oltre quattrocento località confinarie sulla terraferma. Di ciascuna vengono tratteggiati gli aspetti salienti e ci si sofferma sulle modalità di controllo e censura postale attraverso la catalogazione di tutti i bolli utilizzati.</p>
<p class="p3">In relazione alle diverse colonie confinarie trovano spazio le biografie di cinquanta confinati politici (da Giorgio Amendola a Eugenio Curiel, da Corrado Bonfantini a Nello Traquandi) che vengono illustrate con documenti postali inediti e materiale degli Archivi di Stato.</p>
<p class="p3">Particolare rilievo viene dato nel volume alle donne, direttamente (come Maria Ciarravano, Lucia Bianciotto, Cesira Fiori, Giuseppina Callegari, Maria De Fanti) o indirettamente (le mogli e le figlie di confinati che seguirono il proprio uomo al confino, come nel caso di Luigi de Prospero o Lucio Mario Luzzatto) confinate.</p>
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		<title>Dal Macerone a Gaeta L&#8217;ultima difesa delle due Sicilie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[iwebbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 16:55:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’esercito del Regno delle Due Sicilie era davvero un esercito di stranieri e di mercenari, di uomini sanguinari e feroci contro i loro stessi fratelli? O, peggio ancora, di ufficiali traditori, pronti a passare dalla parte del vincitore? In realtà, era un esercito nazionale la cui principale ragion d’essere era il mantenimento dell’ordine interno, ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’esercito del Regno delle Due Sicilie era davvero un esercito di stranieri e di mercenari, di uomini sanguinari e feroci contro i loro stessi fratelli? O, peggio ancora, di ufficiali traditori, pronti a passare dalla parte del vincitore? In realtà, era un esercito nazionale la cui principale ragion d’essere era il mantenimento dell’ordine interno, ma che fece la sua parte quando il Re se ne mise a capo, dopo le dimissioni del governo costituzionale napoletano.<br />
La ricerca degli autori si propone di approfondire questi aspetti di storia militare ricordando tanti fedeli “soldati del Re” e focalizzandosi sul periodo che va dal risolutivo intervento armato sardo-piemontese del 12 ottobre 1860 alla metà del mese successivo.<br />
L’irresolutezza dell’alto comando napoletano, cui non fu estraneo lo stesso Re nell’ingannevole speranza in un aiuto francese, rimandò lo scontro definitivo con l’Armata Sarda fino a che fu troppo tardi e tutto compromesso in una settimana o poco più. La ritirata si concluse solo a Gaeta, una fortezza che, a causa del mortale immobilismo degli ultimi anni di regno di Ferdinando II, non era in grado di resistere a un assedio sostenuto da cannoni a grande gittata, di fronte ai quali gli artiglieri napoletani nulla poterono.<br />
Un lavoro, questo di Pede ed Esposito, che si colloca oltre le polemiche di parte e aiuta a ricostruire il dato storico in modo obiettivo e documentato.</p>
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		<title>La trasformazione urbana nel Molise antico</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 21:06:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Città di epoca preromana nell’odierno Molise, Larinum ricevette la cittadinanza romana negli anni 80 a.C., poco dopo la Guerra Civile. La sua transizione dall’indipendenza allo statuto municipale fu uno straordinario percorso che fa luce sui complessi processi culturali, sociali e politici strettamente collegati alla conquista romana della penisola italiana nel I millennio a.C. In questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Città di epoca preromana nell’odierno Molise, Larinum ricevette la cittadinanza romana negli anni 80 a.C., poco dopo la Guerra Civile. La sua transizione dall’indipendenza allo statuto municipale fu uno straordinario percorso che fa luce sui complessi processi culturali, sociali e politici strettamente collegati alla conquista romana della penisola italiana nel I millennio a.C. In questo volume si analizzano tutte le possibili testimonianze utili a creare una biografia del sito di Larinum dal 400 a.C. al 100 d.C. ponendo particolare enfasi sulla trasformazione urbana che ebbe luogo durante la conquista romana. Il libro si caratterizza inoltre per il vaglio di una diversificata tipologia delle fonti d’informazione che spazia dai documenti letterari (incluso il Pro Cluentio di Cicerone) alle tracce di insediamenti, alle iscrizioni, ai monumenti, ai manufatti e sottolinea l’importanza della variabilità delle situazioni locali negli studi sulla conquista romana fornendo un resoconto che va a integrarsi con lavori di portata generale e più ampi sullo stesso tema.</p>
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		<title>Il Brigantaggio molisano nella storia del meridione d&#8217;Italia &#8211; Vol. I e Vol.II</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 17:54:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I due volumi raccontano il brigantaggio nel contesto della storia del Meridione d’Italia, puntualmente richiamata, con un focus particolare sul Molise. Essi ci aiutano a riflettere sulle cause che hanno spinto tanti giovani alla macchia, verso un’esistenza disperata e di sacrificio, di avventura e di violenza, e a indagare nella realtà sociale del tempo alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I due volumi raccontano il brigantaggio nel contesto della storia del Meridione d’Italia, puntualmente richiamata, con un focus particolare sul Molise.<br />
Essi ci aiutano a riflettere sulle cause che hanno spinto tanti giovani alla macchia, verso un’esistenza disperata e di sacrificio, di avventura e di violenza, e a indagare nella realtà sociale del tempo alla ricerca delle cause profonde che hanno determinato una ribellione diffusa e vibrante. Una lezione sempre attuale sulle ansie e sulle tensioni che le trasformazioni sociali e politiche improvvise generano nell’animo di chi lotta ogni giorno per la propria sopravvivenza.</p>
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		<title>Il brigantaggio molisano nella storia del meridione d&#8217;Italia &#8211; Vol. II</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 17:26:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo volume racconta il brigantaggio nel contesto della storia del Meridione d’Italia, puntualmente richiamata, con un focus particolare sul Molise, nel periodo che va dall’Unità d’Italia al 1870. Esso ci aiuta a riflettere sulle cause che hanno spinto tanti giovani alla macchia, verso un’esistenza disperata e di sacrificio, di avventura e di violenza, e a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volume racconta il brigantaggio nel contesto della storia del Meridione d’Italia, puntualmente richiamata, con un focus particolare sul Molise, nel periodo che va dall’Unità d’Italia al 1870.<br />
Esso ci aiuta a riflettere sulle cause che hanno spinto tanti giovani alla macchia, verso un’esistenza disperata e di sacrificio, di avventura e di violenza, e a indagare nella realtà sociale del tempo alla ricerca delle cause profonde che hanno determinato una ribellione diffusa e vibrante. Una lezione sempre attuale sulle ansie e sulle tensioni che le trasformazioni sociali e politiche improvvise generano nell’animo di chi lotta ogni giorno per la propria sopravvivenza.</p>
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		<title>Traiano Optimus Princeps</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2022 17:23:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra gli imperatori romani Traiano fu l’unico ad essere proclamato in vita “optimus princeps” e, come secondo dei ‘cinque imperatori buoni’, stando alla definizione di Edward Gibbon, egli inaugurò un’epoca definita sempre da quest’ultimo come ‘il periodo storico più felice e prospero dell’uomo’. Non sorprende, quindi, che gli imperatori che gli successero provarono a glorificare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra gli imperatori romani Traiano fu l’unico ad essere proclamato in vita “optimus princeps” e, come secondo dei ‘cinque imperatori buoni’, stando alla definizione di Edward Gibbon, egli inaugurò un’epoca definita sempre da quest’ultimo come ‘il periodo storico più felice e prospero dell’uomo’. Non sorprende, quindi, che gli imperatori che gli successero provarono a glorificare il loro impero grazie all’associazione con Traiano. Non abbiamo biografie a lui dedicate e redatte dai suoi contemporanei e la natura variegata e frammentaria delle fonti letterarie aiuta a spiegare l’esiguità di quelle scritte in epoca moderna. Lo spirito e l’ammirazione in cui il ricordo di Traiano è stato preservato nel tempo è l’essenza della sua gloriosa fama che questo libro, giovandosi degli studi più recenti, indaga fornendo un chiaro e pregnante racconto dell’uomo e del suo regno.</p>
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		<title>La Biblioteca privata Galanti di Santa Croce del Sannio</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2022 08:33:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La pubblicazione del catalogo della Biblioteca Galanti, che va ad affiancare l’inventario dell’Archivio (Cosmo Iannone Editore, 2020), conclude il progetto nato dalla collaborazione tra L’Università di Salerno e l’Archivio di Stato di Campobasso e realizza una attesa operazione che si collega all’ambizioso progetto di Augusto Placanica, perseguito nell’ultimo ventennio del secolo scorso, della pubblicazione delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La pubblicazione del catalogo della Biblioteca Galanti, che va ad affiancare l’inventario dell’<a href="https://www.cosmoiannone.it/edizioni/larchivio-privato-galanti-di-santa-croce-del-sannio/" target="_blank" rel="noopener">Archivio</a> (Cosmo Iannone Editore, 2020), conclude il progetto nato dalla collaborazione<br />
tra L’Università di Salerno e l’Archivio di Stato di Campobasso e realizza una attesa operazione che si collega all’ambizioso progetto di Augusto Placanica, perseguito nell’ultimo ventennio del secolo scorso, della pubblicazione delle opere edite e inedite di Giuseppe Maria Galanti, uno dei protagonisti della grande stagione dell’Illuminismo meridionale.<br />
Il catalogo non è soltanto l’inventario di un importante fondo bibliotecario, formatosi tra la seconda metà del Seicento e la fine dell’Ottocento, ma è anche l’occasione, come si evince dall’ampia Introduzione e dai due saggi compresi nel volume, per collegare le stratificazioni del fondo bibliotecario alla storia della famiglia, alla sua ascesa da piccoli proprietari al ceto<br />
civile e borghese, al titolo nobiliare.<br />
Nel costituirsi della biblioteca un ruolo decisivo hanno gli intellettuali della famiglia, da Giuseppe Maria a Luigi a Pierluigi. Per il primo una nuova documentazione emersa dall’inventario della Biblioteca e dell’Archivio consente una rilettura di due operazioni significative del suo eccezionale impegno intellettuale nonché della sua attività editoriale: l’edizione delle opere di Machiavelli, bloccata dalla censura, e il ventennale lavoro del cantiere della Descrizione geografica e politica delle Sicilie. Per quanto riguarda Luigi, è l’occasione per rivalutare una figura troppo a lungo oscurata dal fratello, che invece si rivela nel suo percorso di geografo, docente universitario, autore di apprezzati testi di geografia e di critica storico-politica, una personalità di notevole caratura. Diversa la figura di Pierluigi, di cui il catalogo evidenzia una intensa attività di poeta negli anni trenta-cinquanta dell’Ottocento, culminata nella scrittura di Colombo, un ponderoso poema rimasto inedito. Ma il catalogo con la sua folta presenza di memorie e allegazioni forensi consente anche di rinviare ad altri componenti della famiglia, Ezechiele, Giacinto, Aurelio, che con le loro opzioni per le professioni liberali segnalano il cambiamento sociale, economico e antropologico-culturale che attraversa la famiglia nel corso dell’Ottocento.</p>
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		<title>L&#8217;Archivio privato Galanti di Santa Croce del Sannio</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2020 16:33:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Archivio di Stato di Campobasso Università degli Studi di Salerno Dipartimento di Studi Umanistici La pubblicazione dell’Inventario dell’Archivio privato Galanti costituisce l’approdo di un quarantennio di grande impegno — di cui si ricostruisce l’intricata storia nell’Introduzione — per il recupero e lo studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo<br />
Archivio di Stato di Campobasso<br />
Università degli Studi di Salerno<br />
Dipartimento di Studi Umanistici</p>
<p>La pubblicazione dell’<em>Inventario</em> dell’Archivio privato Galanti costituisce l’approdo di un quarantennio di grande impegno — di cui si ricostruisce l’intricata storia nell’Introduzione — per il recupero e lo studio di uno dei più importanti archivi privati del Settecento meridionale. Di questo archivio fino a qualche tempo fa si conosceva solo la parte relativa ai manoscritti di Giuseppe Maria Galanti, allievo di Genovesi, protagonista del riformismo settecentesco, figura di intellettuale illuminista di caratura europea, profondamente immerso nella conoscenza e nell&#8217;analisi delle condizioni storico-politiche, sociali, economiche e culturali del Mezzogiorno.<br />
La pubblicazione di questo Inventario, oltre che dare nuovo impulso al progetto di edizione dell’opera omnia di Giuseppe Maria Galanti, ideato e perseguito da Augusto Placanica fino alla sua precoce scomparsa, potrà sollecitare anche studi su altri intellettuali della famiglia Galanti, come Luigi, storico e geografo noto e apprezzato nella Napoli di fine Settecento e dei primi anni dell’Ottocento. Ma l’Inventario risulterà complessivamente uno strumento di sicura utilità per lo studio del Mezzogiorno in età moderna.<br />
Si realizza così l’auspicio di numerosi protagonisti della cultura italiana a cominciare da Vincenzo Cuoco, allievo di Galanti, che già in occasione della sua scomparsa (1806) metteva in campo la necessità di una edizione della impressionante mole dei suoi scritti, in gran parte inediti. Un auspicio ribadito da eminenti studiosi del Settecento a partire dal secondo dopoguerra (Ajello, Demarco, De Rosa, Galasso, Giarrizzo, Placanica, Rao, Tessitore, Venturi, Villani).<br />
La realizzazione di questo Inventario costituisce anche un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni pubbliche, Archivio di Stato di Campobasso e Università di Salerno, nel solco del lavoro di Augusto Placanica che a Giuseppe Maria Galanti ha dedicato uno straordinario impegno scientifico e organizzativo, all&#8217;insegna di un’idea di intellettuale e di cultura dalla ineliminabile dimensione etica e civile.</p>
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		<title>Dal Volturno al Macerone Nascita di un regno</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2020 08:28:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alla storia locale, non meno che a quella di taglio specialistico, si offrono oggi inedite prospettive: ricreare e proporre materiali che completino, arricchiscano, riequilibrino quanto già sappiamo o ripropongano, secondo originali visuali, interpretazioni che il tempo o le ragioni di parte hanno cristallizzato e svuotato di fermenti significativi. Dal Volturno al Macerone è una prova [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla storia locale, non meno che a quella di taglio specialistico, si offrono oggi inedite prospettive: ricreare e proporre materiali che completino, arricchiscano, riequilibrino quanto già sappiamo o ripropongano, secondo originali visuali, interpretazioni che il tempo o le ragioni di parte hanno cristallizzato e svuotato di fermenti significativi.<br />
Dal Volturno al Macerone è una prova convincente di come si possa percorrere positivamente l’una e l’altra strada, partendo da una chiave efficace e di grande momento: la centralità del territorio.<br />
Nel partecipato racconto delle cruciali settimane che precedettero il referendum che sancì «L’Italia una e indivisibile», il discosto Molise riceve un fascio di luce come raramente gli è accaduto nella sua storia moderna. Il suo territorio diventa lo scenario di eventi militari e sociali che ebbero un peso notevole nel determinare l’esito finale della resistenza borbonica alla rivoluzione garibaldina e all’invasione dell’esercito piemontese.<br />
Nello stesso tempo, la sua società diventa la rappresentazione paradigmatica della profonda frattura che si determina nella transizione unitaria tra ceti rurali e componenti tradizionalistiche da un lato e borghesia liberale per convinzione o per opportunistico allineamento dall’altro.<br />
Una frattura che sia pure con tensioni meno drammatiche di quelle risorgimentali è destinata a durare nel tempo e a condizionare vicende ed egemonie politiche future.</p>
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		<title>Il brigantaggio molisano nella storia del meridione d&#8217;Italia &#8211; Vol. I</title>
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		<dc:creator><![CDATA[iwebbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 18:43:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo volume racconta il brigantaggio nel contesto preunitario della storia del Meridione d’Italia, puntualmente richiamata, con un focus particolare sul Molise. Esso ci aiuta a riflettere sulle cause che hanno spinto tanti giovani alla macchia, verso un’esistenza disperata e di sacrificio, di avventura e di violenza, e a indagare nella realtà sociale del tempo alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volume racconta il brigantaggio nel contesto preunitario della storia del Meridione d’Italia, puntualmente richiamata, con un focus particolare sul Molise. Esso ci aiuta a riflettere sulle cause che hanno spinto tanti giovani alla macchia, verso un’esistenza disperata e di sacrificio, di avventura e di violenza, e a indagare nella realtà sociale del tempo alla ricerca delle cause profonde che hanno determinato una ribellione diffusa e vibrante.<br />
Una lezione sempre attuale sulle ansie e sulle tensioni che le trasformazioni sociali e politiche improvvise generano nell&#8217;animo di chi lotta ogni giorno per la propria sopravvivenza.</p>
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