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	Commenti a: Il brigantaggio molisano nella storia del meridione d&#8217;Italia &#8211; Vol. I	</title>
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		<title>
		Di: Casa Editrice Cosmo Iannone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Casa Editrice Cosmo Iannone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 21:50:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo:

&quot;Nella sua ricerca sul brigantaggio molisano Teodorico De Blasio
riesce a far convivere sapientemente storia e cronaca, tratteggiando
un quadro della vita quotidiana dei nostri avi che colpisce per la
sua efficace sinteticità.
Il brigantaggio onnipresente era soltanto uno dei problemi con i
quali nei secoli scorsi bisognava convivere nel Meridione d’Italia...
Ad esso si affiancavano le guerre ricorrenti, le malattie spesso
incurabili, la povertà diffusa, le carestie sempre in agguato,
l’ignoranza, il forte divario sociale, i soprusi dei potenti e tanto altro
ancora.
L’autore descrive il fenomeno brigantesco con dovizia di riferimenti
documentali e dottrinali, mettendone in luce la rilevanza e
l’influenza che ebbe sulla vita sociale ed economica.
Lo stile, sempre chiaro e scorrevole, rende la lettura
particolarmente avvincente.&quot; (Claudia Cicu)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>&#8220;Nella sua ricerca sul brigantaggio molisano Teodorico De Blasio<br />
riesce a far convivere sapientemente storia e cronaca, tratteggiando<br />
un quadro della vita quotidiana dei nostri avi che colpisce per la<br />
sua efficace sinteticità.<br />
Il brigantaggio onnipresente era soltanto uno dei problemi con i<br />
quali nei secoli scorsi bisognava convivere nel Meridione d’Italia&#8230;<br />
Ad esso si affiancavano le guerre ricorrenti, le malattie spesso<br />
incurabili, la povertà diffusa, le carestie sempre in agguato,<br />
l’ignoranza, il forte divario sociale, i soprusi dei potenti e tanto altro<br />
ancora.<br />
L’autore descrive il fenomeno brigantesco con dovizia di riferimenti<br />
documentali e dottrinali, mettendone in luce la rilevanza e<br />
l’influenza che ebbe sulla vita sociale ed economica.<br />
Lo stile, sempre chiaro e scorrevole, rende la lettura<br />
particolarmente avvincente.&#8221; (Claudia Cicu)</p>
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		<title>
		Di: Casa Editrice Cosmo Iannone		</title>
		<link>https://www.cosmoiannone.it/edizioni/il-brigantaggio-molisano-nella-storia-del-meridione-ditalia/#comment-972</link>

		<dc:creator><![CDATA[Casa Editrice Cosmo Iannone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2020 18:01:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo

&quot;Nel bel libro di Teodorico De Blasio i briganti lasciano impronte visibili, sottratte ad ogni possibile immaginazione. Si prende tempo lo studioso, mentre pratica la
solidità della ricerca. Passa attraverso la strettoia delle note, rete fitta, esatta nei rimandi a documenti irrinunciabili. Nè si serve di parole ‘a effetto’ nel raccontare la materia violenta delle carneficine di quelle guerre locali.
Lo studioso si assegna un metodo che coincide con la struttura interiore della sua formazione. Ordina, localizza, innesta quello che potrebbe apparire il racconto di una storia minore entro gli spazi in cui si avvicendano i grandi regni. L’autore restituisce alle storie locali dei briganti, destinate a ricordi deboli, sbiaditi, la consistenza di una dolorosa odissea fatta di lotte secolari,vissute da estese comunità che non possedevano alfabeti né altri strumenti di sopravvivenza.
Governate da leggi lontane, confuse, transitorie, isolate da una geografia impervia dei luoghi dove si annidavano le comitive dei briganti, quelle comunità furono vittime di una miseria estrema e di inaudite violenze. Scrive e racconta l’autore, con il nobile intento di ricostruire le tracce complesse di una storia non periferica da consegnare allo sguardo delle nuove generazioni e all’eco della conoscenza.&quot; (Anna Liaci)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo</p>
<p>&#8220;Nel bel libro di Teodorico De Blasio i briganti lasciano impronte visibili, sottratte ad ogni possibile immaginazione. Si prende tempo lo studioso, mentre pratica la<br />
solidità della ricerca. Passa attraverso la strettoia delle note, rete fitta, esatta nei rimandi a documenti irrinunciabili. Nè si serve di parole ‘a effetto’ nel raccontare la materia violenta delle carneficine di quelle guerre locali.<br />
Lo studioso si assegna un metodo che coincide con la struttura interiore della sua formazione. Ordina, localizza, innesta quello che potrebbe apparire il racconto di una storia minore entro gli spazi in cui si avvicendano i grandi regni. L’autore restituisce alle storie locali dei briganti, destinate a ricordi deboli, sbiaditi, la consistenza di una dolorosa odissea fatta di lotte secolari,vissute da estese comunità che non possedevano alfabeti né altri strumenti di sopravvivenza.<br />
Governate da leggi lontane, confuse, transitorie, isolate da una geografia impervia dei luoghi dove si annidavano le comitive dei briganti, quelle comunità furono vittime di una miseria estrema e di inaudite violenze. Scrive e racconta l’autore, con il nobile intento di ricostruire le tracce complesse di una storia non periferica da consegnare allo sguardo delle nuove generazioni e all’eco della conoscenza.&#8221; (Anna Liaci)</p>
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