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	Commenti per Cosmo Iannone Editore	</title>
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		<title>
		Commenti su Kossi Komla-EbriLà dove il vento cambia di Alberto e Stefania		</title>
		<link>https://www.cosmoiannone.it/edizioni/kossi-komla-ebrila-dove-il-vento-cambia/#comment-1743</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto e Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 08:12:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il libro mi è piaciuto molto.
La struttura a capitoli con i nomi e le trame individuali che si intersecano funziona molto bene, la lettura è davvero piacevole.
Se ci fossero state altrettante pagine sarei andato avanti a leggerle.
Ho come l&#039;impressione che non tutte le storie nel libro si concludano ma è così, non in tutte le storie che vivi o senti hai la consapevolezza che si siano concluse perché forse non si sono concluse (è il bello della vita). 
È un romanzo e non un saggio ma dice tante cose, da molti punti di vista.
Ho colto soprattutto il messaggio a me come “bianco occidentale” e &quot;cooperante&quot;.
Con mia moglie molti anni fa sono stato volontario per quasi tre anni in un paese dell&#039;Africa sub sahariana.
Nel nostro soggiorno, molte delle cose che racconti le abbiamo vissute, viste o intuite.
Non tutte ci sono piaciute.
Le descrivi bene, con sincerità, sono un po’ scomode o indigeste ma è tutto vero.
Dall’approccio verso questo “partire” ai tanti modi di “stare” al come e perché “tornare”.
Anche le vicende dei personaggi che appunto possono avere dei cambiamenti profondi e inaspettati senza che ci sia un giudizio morale su di loro mi è piaciuto.
Non ci sono “buoni” e “cattivi” in assoluto. 
Come scrivi alla fine: “L’Africa mette a nudo le tue non debolezze Qui vi ritrovate con voi stessi senza più il paravento, la corteccia protettrice del ritmo sfrenato dell&#039;Europa che non vi lascia tempo per soffermarvi sulle cose”.
Per noi è stato così.
Leggere le tue pagine ha messo in moto pensieri e sensazioni nel profondo.
Inquietudini, sensi di colpa, frustrazioni. Mi sono agitato dopo aver chiuso il libro prima di dormire (facendo sogni poco sereni) e ripensando alla nostra esperienza in cui soprattutto non ci siamo sentiti all’altezza del compito, ma impotenti di fronte ai tanti problemi e soprattutto alla sofferenza che non sembrava essere minimamente intaccata dal nostro sforzo.
Dopo tanti anni so che, anche se non ha cambiato “il destino del continente&quot;, andare non è stato inutile, né per noi né per quelli che abbiamo cercato di aiutare nel nostro piccolo.
Ma leggere ha anche richiamato tanta bellezza che abbiamo vissuto nel nostro soggiorno, nei luoghi e soprattutto nelle persone di quelle terre che abbiamo affiancato in quel breve periodo.
Questa meraviglia resta nel nostro profondo e resterà per sempre.
Grazie davvero per questo tuo lavoro!
Alberto e Stefania]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro mi è piaciuto molto.<br />
La struttura a capitoli con i nomi e le trame individuali che si intersecano funziona molto bene, la lettura è davvero piacevole.<br />
Se ci fossero state altrettante pagine sarei andato avanti a leggerle.<br />
Ho come l&#8217;impressione che non tutte le storie nel libro si concludano ma è così, non in tutte le storie che vivi o senti hai la consapevolezza che si siano concluse perché forse non si sono concluse (è il bello della vita).<br />
È un romanzo e non un saggio ma dice tante cose, da molti punti di vista.<br />
Ho colto soprattutto il messaggio a me come “bianco occidentale” e &#8220;cooperante&#8221;.<br />
Con mia moglie molti anni fa sono stato volontario per quasi tre anni in un paese dell&#8217;Africa sub sahariana.<br />
Nel nostro soggiorno, molte delle cose che racconti le abbiamo vissute, viste o intuite.<br />
Non tutte ci sono piaciute.<br />
Le descrivi bene, con sincerità, sono un po’ scomode o indigeste ma è tutto vero.<br />
Dall’approccio verso questo “partire” ai tanti modi di “stare” al come e perché “tornare”.<br />
Anche le vicende dei personaggi che appunto possono avere dei cambiamenti profondi e inaspettati senza che ci sia un giudizio morale su di loro mi è piaciuto.<br />
Non ci sono “buoni” e “cattivi” in assoluto.<br />
Come scrivi alla fine: “L’Africa mette a nudo le tue non debolezze Qui vi ritrovate con voi stessi senza più il paravento, la corteccia protettrice del ritmo sfrenato dell&#8217;Europa che non vi lascia tempo per soffermarvi sulle cose”.<br />
Per noi è stato così.<br />
Leggere le tue pagine ha messo in moto pensieri e sensazioni nel profondo.<br />
Inquietudini, sensi di colpa, frustrazioni. Mi sono agitato dopo aver chiuso il libro prima di dormire (facendo sogni poco sereni) e ripensando alla nostra esperienza in cui soprattutto non ci siamo sentiti all’altezza del compito, ma impotenti di fronte ai tanti problemi e soprattutto alla sofferenza che non sembrava essere minimamente intaccata dal nostro sforzo.<br />
Dopo tanti anni so che, anche se non ha cambiato “il destino del continente&#8221;, andare non è stato inutile, né per noi né per quelli che abbiamo cercato di aiutare nel nostro piccolo.<br />
Ma leggere ha anche richiamato tanta bellezza che abbiamo vissuto nel nostro soggiorno, nei luoghi e soprattutto nelle persone di quelle terre che abbiamo affiancato in quel breve periodo.<br />
Questa meraviglia resta nel nostro profondo e resterà per sempre.<br />
Grazie davvero per questo tuo lavoro!<br />
Alberto e Stefania</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Kossi Komla-EbriLà dove il vento cambia di Paolo Sangiorgio		</title>
		<link>https://www.cosmoiannone.it/edizioni/kossi-komla-ebrila-dove-il-vento-cambia/#comment-1720</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Sangiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 09:01:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel farti davvero i complimenti per aver elaborato un romanzo così pieno di storie e di personaggi che si intrecciano tra loro e raccontano ciascuno un aspetto, un modo di vivere la vita a prescindere dall&#039; essere nero o bianco ( la generosità,la benevolenza,l&#039; altruismo e, d&#039;altro canto il cinismo, l&#039; arroganza, l&#039; abuso di potere, i pettegolezzi penso siano uguali in ogni angolo del mondo) mi voglio soffermare su un paio di aspetti che mi hanno colpito. Il primo è la storia di Edem Kuevi e il suo vivere così giovane lontano da casa in un collegio austero( sarebbe bello raccontarla nelle scuole superiori ai nostri adolescenti per fare capire cosa significhi la parola sacrificio): tanto mi sono piaciute le descrizioni delle giornate invernali , la scoperta della neve, i soprusi subiti, i comportamenti meschini e ambigui dei frati, la solitudine dei fine settimana, l&#039; amore per la poesia e i libri... Paradossalmente mi ha colpito e un po&#039; spiazzato la sua separazione da Anna (ma come, uno che ha vissuto la fatica di arrivare dove voleva arrivare non riesce a capire in fondo i bisogni di chi ama?) che credo voglia dimostrare come anche in questo caso tutto il mondo è paese al di là delle differenze culturali, sociali e ambientali. Il secondo aspetto che più mi è piaciuto è di carattere generale e cioè tutte quelle descrizioni che stanno sempre in sottofondo della &quot;tua&quot; Africa: i paesaggi, le strade di terra rossa, i sapori e i colori del cibo, la confusione gioiosa dei mercati, la vita nei villaggi, la corruzione dei funzionario ( aimé come in Italia), la condizione spregevole delle carceri ( non che in Italia sia meglio), la descrizione delle case e dei riti atavici... Tutti aspetti che ho avuto modo di vivere l&#039; estate scorsa in Malawi. Mi è piaciuta l&#039; idea, che condivido pienamente di presentare l&#039; africa così, senza troppo criticare quello che è, senza cadere in facili moralismi o nelle solite frasi fatte, bensì mostrando tutti i suoi lati (positivi e negativi) lasciando al lettore le sue considerazioni che per essere oneste e sensate devono essere per forza di cose prima &quot;vissute sul campo&quot;. Attraverso il tuo romanzo credo di aver intravisto una sorta d&#039; invito a visitare e toccare con mano quello che è l&#039; Africa oggi senza pregiudizi e nemmeno con l&#039; idea di imporre modi e usi occidentali in modo drastico andando a cozzare con tradizioni millenarie che possono essere sì migliorate ma con mano gentile e progetti mirati. Visitando i Villa in  Malawi non ho voluto fare foto da esibire per mostrarne l&#039;incredibile, ai nostri occhi,arretratezza del loro vivere ma ho solo osservato e imparato aspetti quotidiani che mi hanno dato maggior consapevolezza del valore della vita. Il tuo romanzo mi ha dato conferma di questo perché non dà giudizi trancianti sui modi di comportarsi , di esprimersi, di vivere degli africani e degli occidentali ma lascia libero il lettore di farsi una sua idea su quale sia il modo migliore di venirsi incontro per cercare di avviare un cammino comune. Credo che nella sonora risata finale di Luciana e Jafi abbia trovato la mia personale risposta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel farti davvero i complimenti per aver elaborato un romanzo così pieno di storie e di personaggi che si intrecciano tra loro e raccontano ciascuno un aspetto, un modo di vivere la vita a prescindere dall&#8217; essere nero o bianco ( la generosità,la benevolenza,l&#8217; altruismo e, d&#8217;altro canto il cinismo, l&#8217; arroganza, l&#8217; abuso di potere, i pettegolezzi penso siano uguali in ogni angolo del mondo) mi voglio soffermare su un paio di aspetti che mi hanno colpito. Il primo è la storia di Edem Kuevi e il suo vivere così giovane lontano da casa in un collegio austero( sarebbe bello raccontarla nelle scuole superiori ai nostri adolescenti per fare capire cosa significhi la parola sacrificio): tanto mi sono piaciute le descrizioni delle giornate invernali , la scoperta della neve, i soprusi subiti, i comportamenti meschini e ambigui dei frati, la solitudine dei fine settimana, l&#8217; amore per la poesia e i libri&#8230; Paradossalmente mi ha colpito e un po&#8217; spiazzato la sua separazione da Anna (ma come, uno che ha vissuto la fatica di arrivare dove voleva arrivare non riesce a capire in fondo i bisogni di chi ama?) che credo voglia dimostrare come anche in questo caso tutto il mondo è paese al di là delle differenze culturali, sociali e ambientali. Il secondo aspetto che più mi è piaciuto è di carattere generale e cioè tutte quelle descrizioni che stanno sempre in sottofondo della &#8220;tua&#8221; Africa: i paesaggi, le strade di terra rossa, i sapori e i colori del cibo, la confusione gioiosa dei mercati, la vita nei villaggi, la corruzione dei funzionario ( aimé come in Italia), la condizione spregevole delle carceri ( non che in Italia sia meglio), la descrizione delle case e dei riti atavici&#8230; Tutti aspetti che ho avuto modo di vivere l&#8217; estate scorsa in Malawi. Mi è piaciuta l&#8217; idea, che condivido pienamente di presentare l&#8217; africa così, senza troppo criticare quello che è, senza cadere in facili moralismi o nelle solite frasi fatte, bensì mostrando tutti i suoi lati (positivi e negativi) lasciando al lettore le sue considerazioni che per essere oneste e sensate devono essere per forza di cose prima &#8220;vissute sul campo&#8221;. Attraverso il tuo romanzo credo di aver intravisto una sorta d&#8217; invito a visitare e toccare con mano quello che è l&#8217; Africa oggi senza pregiudizi e nemmeno con l&#8217; idea di imporre modi e usi occidentali in modo drastico andando a cozzare con tradizioni millenarie che possono essere sì migliorate ma con mano gentile e progetti mirati. Visitando i Villa in  Malawi non ho voluto fare foto da esibire per mostrarne l&#8217;incredibile, ai nostri occhi,arretratezza del loro vivere ma ho solo osservato e imparato aspetti quotidiani che mi hanno dato maggior consapevolezza del valore della vita. Il tuo romanzo mi ha dato conferma di questo perché non dà giudizi trancianti sui modi di comportarsi , di esprimersi, di vivere degli africani e degli occidentali ma lascia libero il lettore di farsi una sua idea su quale sia il modo migliore di venirsi incontro per cercare di avviare un cammino comune. Credo che nella sonora risata finale di Luciana e Jafi abbia trovato la mia personale risposta.</p>
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		<item>
		<title>
		Commenti su Ingegni di pensieri I misteri d&#8217;inverno di gattamariachiarajazz		</title>
		<link>https://www.cosmoiannone.it/edizioni/ingegni-di-pensieri-i-misteri-dinverno/#comment-1451</link>

		<dc:creator><![CDATA[gattamariachiarajazz]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jul 2023 12:03:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti, è la prima parola che mi è passata alla mente nel momento in cui ho messo su carta questo mio pensiero sul libro.

Leggendolo ho potuto scoprire cose che non sapevo sulla manifestazione di Campobasso ma anche alcuni aspetti che inevitabilmente attraverso uno degli strumenti credo più belli che abbiamo, cioè le parole, dedicate dalla scrittrice  in maniera  accurata ad ogni  singolo &quot;ingegno&quot;, ho  capito e questo in poco  meno di 2 lunghi anni trascorsi insieme.

Comprendo ora da chi ha ripreso credo per ogni ambito della vita e in particolar modo nel luogo dove ci siamo incontrate il suo - non volersi accontentare mai- , la voglia di fare, tratto non comune a noi &quot;Molllisani&quot;! Come spesso diceva lei.

  Del libro mi hanno colpito  molto gli spazi personali letti tra le descrizioni e le storie di ogni mistero; in altre parole la soggettività  mista alla Cultura..
Connubio che non dovrebbe mai mancare.

Con poche lettere: l&#039;Arte!

Me lo ha insegnato in 2 superiore: si parla di Polisemia, che  ancora ritorna e lo farà per sempre d&#039;altronde: &quot;-  avvicina l&#039;impossibile&quot;-! 
Amo ogni forma d&#039;arte,  me ne nutrirei e ne vivrei se solo mi fosse possibile. 
Ormai  però nella società odierna la manualità,  la creatività e la familiarità  con le lettere si stanno un pò alla volta perdendo..

Ritornando  al pensiero della soggettività di sopra, con l&#039;ingegno dell&#039; Assunta  ho detto tutto:  l&#039;indipendenza mito di ogni adolescente.

Credo sia un concetto molto vero  in cui mi sono ritrovata quindi immedesimata.
Sono convinta che in tutta l&#039;esistenza, in ognuno, rimanga per sempre un pizzico di fanciullezza e nonostante bisogni crescere affrontando le avversità, i legami IMPORTANTI  saranno a vita il nostro nido sicuro..

 Ancora un pensiero sulla fratellanza,
è verissima, come quella sensazione che porta ogni campobassano e non , ad uscire di casa per vedere i Misteri, nonostante  la consapevolezza di tutta la folla, assembrata,  alla ricerca di un po&#039; d&#039;ombra mentre ci si stanca alquanto. 

A 360° è una  cosa bella!
Da cogliere  per la prima volta e/o ricordare attraverso  una  bellissima chiave interpretativa che porta a conoscenza o a compiere quel paragone inevitabile che lascia al fascino   della &quot;magia&quot; respirabile  nelle situazioni di casualità o meglio rarità.

Nell&#039;insieme, e’ un libro che se viene iniziato a leggere non si lascia, curiosità e  voglia reale sono state 2 delle emozioni che hanno  segnato le mie  letture…

Concludendo con il consiglio  di  lettura per tutti coloro che lo desiderino, faccio i miei complimenti a Valeria Profeta dicendole personalmente che  anche io ho apprezzato  molto  più delle  edizioni estive quella di quel Dicembre più &quot;tranquilla&quot; e suggestiva  nonostante il freddo di Campobasso.

Mi rivolgo  direttamente a  lei dicendole: 
   - &quot;ED ECCO ancora una volta   IL MIO PERSONALISSIMO  GRAZIE&quot;- 
parola corta e di poche lettere!

                                                 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti, è la prima parola che mi è passata alla mente nel momento in cui ho messo su carta questo mio pensiero sul libro.</p>
<p>Leggendolo ho potuto scoprire cose che non sapevo sulla manifestazione di Campobasso ma anche alcuni aspetti che inevitabilmente attraverso uno degli strumenti credo più belli che abbiamo, cioè le parole, dedicate dalla scrittrice  in maniera  accurata ad ogni  singolo &#8220;ingegno&#8221;, ho  capito e questo in poco  meno di 2 lunghi anni trascorsi insieme.</p>
<p>Comprendo ora da chi ha ripreso credo per ogni ambito della vita e in particolar modo nel luogo dove ci siamo incontrate il suo &#8211; non volersi accontentare mai- , la voglia di fare, tratto non comune a noi &#8220;Molllisani&#8221;! Come spesso diceva lei.</p>
<p>  Del libro mi hanno colpito  molto gli spazi personali letti tra le descrizioni e le storie di ogni mistero; in altre parole la soggettività  mista alla Cultura..<br />
Connubio che non dovrebbe mai mancare.</p>
<p>Con poche lettere: l&#8217;Arte!</p>
<p>Me lo ha insegnato in 2 superiore: si parla di Polisemia, che  ancora ritorna e lo farà per sempre d&#8217;altronde: &#8220;-  avvicina l&#8217;impossibile&#8221;-! <br />
Amo ogni forma d&#8217;arte,  me ne nutrirei e ne vivrei se solo mi fosse possibile. <br />
Ormai  però nella società odierna la manualità,  la creatività e la familiarità  con le lettere si stanno un pò alla volta perdendo..</p>
<p>Ritornando  al pensiero della soggettività di sopra, con l&#8217;ingegno dell&#8217; Assunta  ho detto tutto:  l&#8217;indipendenza mito di ogni adolescente.</p>
<p>Credo sia un concetto molto vero  in cui mi sono ritrovata quindi immedesimata.<br />
Sono convinta che in tutta l&#8217;esistenza, in ognuno, rimanga per sempre un pizzico di fanciullezza e nonostante bisogni crescere affrontando le avversità, i legami IMPORTANTI  saranno a vita il nostro nido sicuro..</p>
<p> Ancora un pensiero sulla fratellanza,<br />
è verissima, come quella sensazione che porta ogni campobassano e non , ad uscire di casa per vedere i Misteri, nonostante  la consapevolezza di tutta la folla, assembrata,  alla ricerca di un po&#8217; d&#8217;ombra mentre ci si stanca alquanto. </p>
<p>A 360° è una  cosa bella!<br />
Da cogliere  per la prima volta e/o ricordare attraverso  una  bellissima chiave interpretativa che porta a conoscenza o a compiere quel paragone inevitabile che lascia al fascino   della &#8220;magia&#8221; respirabile  nelle situazioni di casualità o meglio rarità.</p>
<p>Nell&#8217;insieme, e’ un libro che se viene iniziato a leggere non si lascia, curiosità e  voglia reale sono state 2 delle emozioni che hanno  segnato le mie  letture…</p>
<p>Concludendo con il consiglio  di  lettura per tutti coloro che lo desiderino, faccio i miei complimenti a Valeria Profeta dicendole personalmente che  anche io ho apprezzato  molto  più delle  edizioni estive quella di quel Dicembre più &#8220;tranquilla&#8221; e suggestiva  nonostante il freddo di Campobasso.</p>
<p>Mi rivolgo  direttamente a  lei dicendole: <br />
   &#8211; &#8220;ED ECCO ancora una volta   IL MIO PERSONALISSIMO  GRAZIE&#8221;- <br />
parola corta e di poche lettere!</p>
<p>                                                 </p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su L&#8217;infanzia migrante tra realtà e rappresentazione letteraria (1861-1920) di Casa Editrice Cosmo Iannone		</title>
		<link>https://www.cosmoiannone.it/edizioni/infanzia-migrante-realta-e-letteratura/#comment-1052</link>

		<dc:creator><![CDATA[Casa Editrice Cosmo Iannone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2021 20:44:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo:
&quot;Raffinata ricerca, attenta ed ispirata su temi purtroppo ancora oggi attuali in alcune parti del mondo. Racconto articolato ed approfondito che utilizza sia documenti storici che le storie per ragazzi più o meno note al grande pubblico. 
Lettura consigliata soprattutto ai nostri adolescenti per risvegliare in loro le coscienze e guardare con occhi e spirito più attento su una pagina di storia recente e poco nota.
Dal passato restituiamo un futuro più consapevole ai nostri figli&quot; (Patrizia Belli)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo:<br />
&#8220;Raffinata ricerca, attenta ed ispirata su temi purtroppo ancora oggi attuali in alcune parti del mondo. Racconto articolato ed approfondito che utilizza sia documenti storici che le storie per ragazzi più o meno note al grande pubblico.<br />
Lettura consigliata soprattutto ai nostri adolescenti per risvegliare in loro le coscienze e guardare con occhi e spirito più attento su una pagina di storia recente e poco nota.<br />
Dal passato restituiamo un futuro più consapevole ai nostri figli&#8221; (Patrizia Belli)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Il brigantaggio molisano nella storia del meridione d&#8217;Italia &#8211; Vol. I di Casa Editrice Cosmo Iannone		</title>
		<link>https://www.cosmoiannone.it/edizioni/il-brigantaggio-molisano-nella-storia-del-meridione-ditalia/#comment-991</link>

		<dc:creator><![CDATA[Casa Editrice Cosmo Iannone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 21:50:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo:

&quot;Nella sua ricerca sul brigantaggio molisano Teodorico De Blasio
riesce a far convivere sapientemente storia e cronaca, tratteggiando
un quadro della vita quotidiana dei nostri avi che colpisce per la
sua efficace sinteticità.
Il brigantaggio onnipresente era soltanto uno dei problemi con i
quali nei secoli scorsi bisognava convivere nel Meridione d’Italia...
Ad esso si affiancavano le guerre ricorrenti, le malattie spesso
incurabili, la povertà diffusa, le carestie sempre in agguato,
l’ignoranza, il forte divario sociale, i soprusi dei potenti e tanto altro
ancora.
L’autore descrive il fenomeno brigantesco con dovizia di riferimenti
documentali e dottrinali, mettendone in luce la rilevanza e
l’influenza che ebbe sulla vita sociale ed economica.
Lo stile, sempre chiaro e scorrevole, rende la lettura
particolarmente avvincente.&quot; (Claudia Cicu)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p>&#8220;Nella sua ricerca sul brigantaggio molisano Teodorico De Blasio<br />
riesce a far convivere sapientemente storia e cronaca, tratteggiando<br />
un quadro della vita quotidiana dei nostri avi che colpisce per la<br />
sua efficace sinteticità.<br />
Il brigantaggio onnipresente era soltanto uno dei problemi con i<br />
quali nei secoli scorsi bisognava convivere nel Meridione d’Italia&#8230;<br />
Ad esso si affiancavano le guerre ricorrenti, le malattie spesso<br />
incurabili, la povertà diffusa, le carestie sempre in agguato,<br />
l’ignoranza, il forte divario sociale, i soprusi dei potenti e tanto altro<br />
ancora.<br />
L’autore descrive il fenomeno brigantesco con dovizia di riferimenti<br />
documentali e dottrinali, mettendone in luce la rilevanza e<br />
l’influenza che ebbe sulla vita sociale ed economica.<br />
Lo stile, sempre chiaro e scorrevole, rende la lettura<br />
particolarmente avvincente.&#8221; (Claudia Cicu)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Il brigantaggio molisano nella storia del meridione d&#8217;Italia &#8211; Vol. I di Casa Editrice Cosmo Iannone		</title>
		<link>https://www.cosmoiannone.it/edizioni/il-brigantaggio-molisano-nella-storia-del-meridione-ditalia/#comment-972</link>

		<dc:creator><![CDATA[Casa Editrice Cosmo Iannone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2020 18:01:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://cosmoiannone.it/?post_type=product&#038;p=2659#comment-972</guid>

					<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo

&quot;Nel bel libro di Teodorico De Blasio i briganti lasciano impronte visibili, sottratte ad ogni possibile immaginazione. Si prende tempo lo studioso, mentre pratica la
solidità della ricerca. Passa attraverso la strettoia delle note, rete fitta, esatta nei rimandi a documenti irrinunciabili. Nè si serve di parole ‘a effetto’ nel raccontare la materia violenta delle carneficine di quelle guerre locali.
Lo studioso si assegna un metodo che coincide con la struttura interiore della sua formazione. Ordina, localizza, innesta quello che potrebbe apparire il racconto di una storia minore entro gli spazi in cui si avvicendano i grandi regni. L’autore restituisce alle storie locali dei briganti, destinate a ricordi deboli, sbiaditi, la consistenza di una dolorosa odissea fatta di lotte secolari,vissute da estese comunità che non possedevano alfabeti né altri strumenti di sopravvivenza.
Governate da leggi lontane, confuse, transitorie, isolate da una geografia impervia dei luoghi dove si annidavano le comitive dei briganti, quelle comunità furono vittime di una miseria estrema e di inaudite violenze. Scrive e racconta l’autore, con il nobile intento di ricostruire le tracce complesse di una storia non periferica da consegnare allo sguardo delle nuove generazioni e all’eco della conoscenza.&quot; (Anna Liaci)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo</p>
<p>&#8220;Nel bel libro di Teodorico De Blasio i briganti lasciano impronte visibili, sottratte ad ogni possibile immaginazione. Si prende tempo lo studioso, mentre pratica la<br />
solidità della ricerca. Passa attraverso la strettoia delle note, rete fitta, esatta nei rimandi a documenti irrinunciabili. Nè si serve di parole ‘a effetto’ nel raccontare la materia violenta delle carneficine di quelle guerre locali.<br />
Lo studioso si assegna un metodo che coincide con la struttura interiore della sua formazione. Ordina, localizza, innesta quello che potrebbe apparire il racconto di una storia minore entro gli spazi in cui si avvicendano i grandi regni. L’autore restituisce alle storie locali dei briganti, destinate a ricordi deboli, sbiaditi, la consistenza di una dolorosa odissea fatta di lotte secolari,vissute da estese comunità che non possedevano alfabeti né altri strumenti di sopravvivenza.<br />
Governate da leggi lontane, confuse, transitorie, isolate da una geografia impervia dei luoghi dove si annidavano le comitive dei briganti, quelle comunità furono vittime di una miseria estrema e di inaudite violenze. Scrive e racconta l’autore, con il nobile intento di ricostruire le tracce complesse di una storia non periferica da consegnare allo sguardo delle nuove generazioni e all’eco della conoscenza.&#8221; (Anna Liaci)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Galeas per Montes Navi per le montagne di iwebbo		</title>
		<link>https://www.cosmoiannone.it/edizioni/galeas-per-montes-navi-per-le-montagne/#comment-937</link>

		<dc:creator><![CDATA[iwebbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2020 15:02:56 +0000</pubDate>
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