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	<title>Reti Archivi - Cosmo Iannone Editore</title>
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	<title>Reti Archivi - Cosmo Iannone Editore</title>
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		<title>ComaAppunti per un’Autobiografia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 10:12:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Per me almeno tutto dev’esser stato stabilito da quand’ero un bambino finito sotto le ruote di un camioncino in un pomeriggio di sole e sonno e solitudine sulle strade bianche e polverose del paese. E da quel momento, dissero dopo, eri un esserino muto, e forse definitivamente ritardato. Quella io la chiamo la mia prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Per me almeno tutto dev’esser stato stabilito da quand’ero un bambino finito sotto le ruote di un camioncino in un pomeriggio di sole e sonno e solitudine sulle strade bianche e polverose del paese. E da quel momento, dissero dopo, eri un esserino muto, e forse definitivamente ritardato. Quella io la chiamo la mia prima esperienza di vita&#8230; inconscia. [&#8230;]<br />
E poi mia madre mi manda in un seminario delle Puglie per darmi un’educazione, un futuro. In quel luogo di penitenza e severi studi, rimanesti rimanellando per ben cinque anni, validi abbastanza da poterli classificare come seconda esperienza, lo shock della seconda esistenza. [&#8230;]<br />
E poi, ecco, (c’è sempre un poi), di nuovo fuori – via da quel sacro luogo&#8230; torni fuori nel mondo, ma per trovare che&#8230; che cosa? L’orrore della terza esperienza, lo shock della “mia” terza esistenza: la guerra civile. [&#8230;]<br />
Una vita strozzata. Ed io così vissi poi, da strozzato, come appeso a un uncino, come un malato legato alla cannula di alimentazione del suo coma».</p>
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		<title>Un uomo provvisorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 08:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La riedizione di Un uomo provvisorio, che copre un vuoto di oltre quarant’anni, è anche l’occasione, attraverso il denso saggio di Sebastiano Martelli, per la riscoperta di un romanzo per lo più trascurato e sul quale lo stesso Jovine aveva richiamato l’attenzione definendolo «una autobiografia mentale». Viene qui ricostruita la formazione dello scrittore tra il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La riedizione di Un uomo provvisorio, che copre un vuoto di oltre quarant’anni, è anche l’occasione, attraverso il denso saggio di Sebastiano Martelli, per la riscoperta di un romanzo per lo più trascurato e sul quale lo stesso Jovine aveva richiamato l’attenzione definendolo «una autobiografia mentale». Viene qui ricostruita la formazione dello scrittore tra il Molise e Roma dove, dalla fine degli anni Venti, entra in rapporto con alcuni protagonisti della cultura italiana e collabora intensamente a giornali e riviste. Vengono del pari approfonditi i posizionamenti nel dibattito letterario coevo, in particolare le elaborazioni teoriche e critiche di un nuovo realismo, e il rapporto con il fascismo, a proposito del quale gioca un ruolo fondamentale la prima formazione idealistica alimentata dalla lettura di De Sanctis, Croce e Gentile. Un uomo provvisorio, con opzione metanarrativa, mette in campo un confronto serrato con la cultura della crisi, con la narrativa del modernismo che al tempo della scrittura del romanzo mostrava di essere in fase di esaurimento. L’opera di Jovine, utilizzando anche la chiave allegorica e parodica nonché le tecniche del romanzo modernista, racconta le “peripezie” intellettuali ed esistenziali del protagonista Giulio Sabò, la sua “provvisorietà”, fino al ritorno nella terra natia che potrebbe costituire l’uscita di sicurezza da una condizione precaria.</p>
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<p><a href="https://www.raiplaysound.it/audio/2025/10/Zaza---Meridione-cultura-societa-del-19102025-b5c50e2c-16a7-4a3a-b503-12890548f06f.html" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-8711" src="https://www.cosmoiannone.it/wp-content/uploads/2025/06/unuomoprovvisorio-300x204.png" alt="" width="300" height="204" srcset="https://www.cosmoiannone.it/wp-content/uploads/2025/06/unuomoprovvisorio-300x204.png 300w, https://www.cosmoiannone.it/wp-content/uploads/2025/06/unuomoprovvisorio.png 532w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><a href="https://www.raiplaysound.it/audio/2025/10/Zaza---Meridione-cultura-societa-del-19102025-b5c50e2c-16a7-4a3a-b503-12890548f06f.html" target="_blank" rel="noopener">Ascolta la radio intervista su RaiRadio3 &#8211; Zazà &#8211; Meridione cultura società &#8211; La mancanza del Sud </a>dal minuto 52:30 al 1:05:57</p>
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		<title>L&#8217;impero in provincia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 15:05:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi racconti Francesco Jovine descrive il riverbero che le vicende del ventennio fascista ebbero tra la gente del periferico “Contado di Molise”. Scorci di vissuto durante il regime e negli anni tragici della guerra, fino ai primi bagliori del tempo nuovo, denso di speranze e promesse, ma anche di delusioni e di persistenti forme [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi racconti Francesco Jovine descrive il riverbero che le vicende del ventennio fascista ebbero tra la gente del periferico “Contado di Molise”. Scorci di vissuto durante il regime e negli anni tragici della guerra, fino ai primi bagliori del tempo nuovo, denso di speranze e promesse, ma anche di delusioni e di persistenti forme di ingiustizia sociale, in una ricostruzione il cui fulcro è la necessità di arrivare alla radice dei fatti che avevano portato alla sciagura della guerra.<br />
Una consapevolezza del passato come strumento di costruzione del futuro, segno evidente di quanto la memoria e, più in generale, la storia, siano centrali nella poetica joviniana.<br />
Una conferma di come la «Grande storia», attraverso la sua trasfigurazione, si sia intrecciata con la microstoria delle comunità meridionali, fino a incidere sui percorsi esistenziali dei singoli individui, cambiandoli e venendone cambiata, restituendone così tutta l’umanità.</p>
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		<title>La chiesa di Canneto</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 17:23:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo libro di Felice Del Vecchio, insignito nel 1957 del Premio Viareggio “Opera Prima” per la saggistica, fu salutato come una delle espressioni più nuove e originali della letteratura meridionalistica del tempo: «sta tra il racconto, l’evocazione lirica dell’infanzia, la riflessione saggistica, e quel particolare genere di narrazione che vuole rappresentare e comprendere  un’esperienza esistenziale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo libro di Felice Del Vecchio, insignito nel 1957 del Premio Viareggio “Opera Prima” per la saggistica, fu salutato come una delle espressioni più nuove e originali della letteratura meridionalistica del tempo: «sta tra il racconto, l’evocazione lirica dell’infanzia, la riflessione saggistica, e quel particolare genere di narrazione che vuole rappresentare e comprendere  un’esperienza esistenziale e sociale nella sua totalità».<br />
Al centro del racconto vi è un paese del Molise, Roccavivara, laboratorio di immani fatiche contadine quotidianamente dissipate per un’agra sopravvivenza e scenario di legami tenaci e separazioni laceranti. Roccavivara, comunque, non è solo il paese dell’infanzia e della memoria, ma è il Molise interno, anzi il Molise intero, è l’Appennino, è il Mezzogiorno. È fondamentalmente l’universo contadino che nella grande mutazione modernizzatrice ha visto restringersi progressivamente il suo spazio e dissolversi la sua antica speranza di miglioramento, disgregarsi i presupposti  economici e sociali della sua coesione e della sua sopravvivenza, svanire i tratti della sua identità.<br />
La chiesa di Canneto si ripropone oggi sul più ampio versante delle nuove sensibilità sociali e ambientali, come misura delle contraddizioni e dei limiti dello sviluppo territoriale e civile e come fonte di significativa valenza concettuale e letteraria per una diversa considerazione delle zone periferiche del Mezzogiorno e dell’Italia.</p>
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		<title>Scritti Africani</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 17:14:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La notorietà di Francesco Jovine è dovuta soprattutto ai romanzi Signora Ava (1942) e Le terre del Sacramento (1950), ma egli fu anche autore di importanti raccolte di novelle e di una cospicua produzione giornalistica e saggistica. Gli scritti proposti in questo volume risalgono al tempo del soggiorno africano, quando lo scrittore tra il 1937 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La notorietà di Francesco Jovine è dovuta soprattutto ai romanzi <em>Signora Ava</em> (1942) e <em>Le terre del Sacramento</em> (1950), ma egli fu anche autore di importanti raccolte di novelle e di una cospicua produzione giornalistica e saggistica.<br />
Gli scritti proposti in questo volume risalgono al tempo del soggiorno africano, quando lo scrittore tra il 1937 e il 1940 ricoprì la carica di direttore scolastico in alcuni istituti di Tunisia ed Egitto.<br />
Si tratta di pregevoli articoli e reportage dall’Africa settentrionale, dispersi su giornali e riviste e qui organicamente recuperati per la prima volta con verifiche testuali e analisi critiche che hanno peraltro il merito di aiutare a ridefinire le scelte narrative della produzione maggiore dello scrittore.</p>
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		<title>Signora Ava</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2023 19:30:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa nuova edizione di Signora Ava consolida ulteriormente il giudizio della critica più attenta e dei lettori su un romanzo che per l’originale contaminazione tra immaginario, storia, memoria e sguardo antropologico occupa un posto di rilievo nella narrativa sul Risorgimento. Una meridionalità nel tempo, con i segni lasciati dal transito della Storia, è raccontata con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa nuova edizione di Signora Ava consolida ulteriormente il giudizio della critica più attenta e dei lettori su un romanzo che per l’originale contaminazione tra immaginario, storia, memoria e sguardo antropologico occupa un posto di rilievo nella narrativa sul Risorgimento. Una meridionalità nel tempo, con i segni lasciati dal transito della Storia, è raccontata con una scrittura che declina in forme nuove i moduli narrativi del romanzo storico, avendo alle spalle la traversata compiuta dall’autore dal decadentismo al modernismo, al realismo. La densa Postfazione, una vera e propria “guida alla lettura”, oltre che ricostruire genesi e progettualità del romanzo, fa emergere lo straordinario palinsesto storico-culturale sotteso al racconto del passaggio all’Unità nella provincia meridionale; al centro la «cupa, disperata, nera epopea» del brigantaggio, rappresentata con empatia per il suo drammatico vissuto e le ragioni della condizione contadina, ma con un lucido equilibrio ideologico in linea con la più accreditata storiografia. Il recupero memoriale a forte imprinting antropologico, lo stile evocativo e fabulatorio – spesso frainteso dalla critica – il linguaggio modulato su una dialettalità autentica, che innervano una letterarietà qualitativamente alta, segnalano non solo la novità del romanzo al passaggio dagli anni trenta agli anni quaranta, ma ne fanno uno dei risultati più significativi della narrativa italiana del Novecento.</p>
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		<title>Tra due paesi</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2020 17:09:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel 1928 una fuga precipitosa dall&#8217;Italia fascista divide la famiglia Pacitti, costretta a lasciare due dei cinque figli a Cassino. Tra due paesi racconta la lotta per la sopravvivenza di quella parte di famiglia approdata in una Glasgow grigia e ostile e, in parallelo, le vicende della ribelle Gabriella, rimasta a vivere, pervasa dal culto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1928 una fuga precipitosa dall&#8217;Italia fascista divide la famiglia Pacitti, costretta a lasciare due dei cinque figli a Cassino. Tra due paesi racconta la lotta per la sopravvivenza di quella parte di famiglia approdata in una Glasgow grigia e ostile e, in parallelo, le vicende della ribelle Gabriella, rimasta a vivere, pervasa dal culto mussoliniano, la storia di un’Italia sempre più dilaniata e immiserita. Il romanzo, basato sulle memorie dell’artista Antonio Pacitti, è un racconto di privazione e resilienza, attraverso il quale costeggiamo il dolore di lacerazioni ingiuste, le difficoltà dei percorsi tra affetti perduti, dubitati e infine riparati, leggiamo il trauma dell’esilio politico e l’asprezza della sfida esistenziale in un nuovo paese. L’inevitabile conflitto di identità che i personaggi vivono, in alcuni si intensifica con la drammatica evoluzione degli accadimenti storici, e trova il suo momento più drammatico nel<br />
ritorno di Antonio, in veste di soldato dell’esercito britannico, nel suo paese natale. Qui è costretto a confrontarsi con la devastazione della guerra e a far fronte al contrasto di idee ed emozioni nell&#8217;incontro con Gabriella, la bambina di un tempo, finalmente ritrovata, provata dalle sofferenze che la vita le ha riservato.</p>
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		<title>Poeti della diaspora italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Dec 2019 22:59:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Precarietà, provvisorietà, rischio, conflitti identitari e conseguenti nature ibride: per tutti questi motivi, la poesia del dispatrio nasce sperimentale. Essa inventa nuovi mondi nel mentre reinventa quelli antichi. (Francesco Durante, dalla prefazione al volume) Questa antologia tutta in italiano, uscita in versione bilingue qualche anno fa a New York, è la prima a mettere insieme l’opera poetica degli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Precarietà, provvisorietà, rischio, conflitti identitari e conseguenti nature ibride: per tutti questi motivi, la poesia del dispatrio nasce sperimentale. Essa inventa nuovi mondi nel mentre reinventa quelli antichi.<br />
(Francesco Durante, dalla prefazione al volume)</p>
<p style="text-align: left;">Questa antologia tutta in italiano, uscita in versione bilingue qualche anno fa a New York, è la prima a mettere insieme l’opera poetica degli italiani presenti nelle realtà verso le quali più intensamente si è diretta la nostra emigrazione. Essa è il frutto di un lavoro di mappatura e di selezione critica condotto da riconosciuti specialisti in dodici paesi del mondo. La poesia della diaspora è presentata per ciascun paese con un’introduzione critica generale e per ciascun poeta con un’esauriente scheda bio-bibliografica.</p>
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		<title>Il nido di pietra</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 20:44:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pubblicato nel 2002 e oggi riproposto in una nuova versione, arricchita di quattro brevi racconti, rappresenta un fondamentale tassello della vita e dell’opera di un autore come Felice Del Vecchio, impegnato in un costante peregrinare tra un ideale politico mai tradito e una scrittura limpida e sempre viva. La vicenda rappresenta anche una testimonianza diretta sulla mutazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato nel 2002 e oggi riproposto in una nuova versione, arricchita di quattro brevi racconti, rappresenta un fondamentale tassello della vita e dell’opera di un autore come Felice Del Vecchio, impegnato in un costante peregrinare tra un ideale politico mai tradito e una scrittura limpida e sempre viva.<br />
La vicenda rappresenta anche una testimonianza diretta sulla mutazione antropologica che il Mezzogiorno interno ha subito nei decenni del dopoguerra e ne richiama i risvolti umani, le dinamiche sociali e i contrasti politici. I dialoghi tra il Prete Vecchio e il giovane comunista non restituiscono solo l’amarezza di una parallela sconfitta ideale, ma evocano anche principi e idealità il cui valore non si perde nelle crepe degli accadimenti storici, ma si misura nella forza con la quale riescono a parlare all’intelligenza e alla volontà degli uomini, rispondendo alle loro più profonde domande di senso.<br />
Il testo è corredato da alcune illustrazioni di Antonio Pettinicchi, uno degli interpreti più alti del Novecento artistico molisano, e da una prefazione di Norberto Lombardi.</p>
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		<title>Viaggi nel Molise</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Aug 2018 13:39:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a cura di e con un saggio di Sebastiano Martelli prefazione di Goffredo Fofi con DVD &#8220;C&#8217;era una volta la terra&#8221; &#8211; documentario di Ilaria jovine e Roberto Mariotti Questo volume di scritti giornalistici di Jovine, che al reportage del 1941 sul Molise affianca altri articoli pubblicati tra il 1942 e il 1950, offre al lettore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>a cura di e con un saggio di Sebastiano Martelli<br />
prefazione di Goffredo Fofi<br />
con DVD &#8220;C&#8217;era una volta la terra&#8221; &#8211; documentario di Ilaria jovine e Roberto Mariotti</p>
<p>Questo volume di scritti giornalistici di Jovine, che al reportage del 1941 sul Molise affianca altri articoli pubblicati tra il 1942 e il 1950, offre al lettore nuovi itinerari e una più complessa immagine della regione, segnata dalla caduta del fascismo, dal drammatico quadro degli ultimi due anni del conflitto bellico, dai cambiamenti politici e istituzionali del paese e dai sommovimenti sociali che investono il Mezzogiorno nel secondo dopoguerra.<br />
Emerge il modificarsi della visione e rappresentazione della terra d’origine, utile anche per verificare il lavoro che Jovine va svolgendo contestualmente nell&#8217;officina della sua scrittura narrativa. Il volume, che in postfazione comprende una nuova analisi e sistemazione critica di Sebastiano Martelli, è l’occasione per una rilettura dello scrittore molisano ed una sua ricollocazione nel canone letterario novecentesco.</p>
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