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	<title>Novità Archivi - Cosmo Iannone Editore</title>
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	<title>Novità Archivi - Cosmo Iannone Editore</title>
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		<title>FRANCESCO JOVINEUn uomo senza tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 07:30:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il volume, che raccoglie gli Atti del Convegno internazionale dedicato a Francesco Jovine e svoltosi a Guardialfiera e Agnone il 20 e 21 aprile 2023, offre materiali per una necessaria riconsiderazione di uno scrittore che continua a ricevere attenzione da un pubblico variegato e dalla critica nazionale più attenta. Alcuni contributi, grazie a nuove indagini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2" style="text-align: justify;">Il volume, che raccoglie gli Atti del Convegno internazionale dedicato a Francesco Jovine e svoltosi a Guardialfiera e Agnone il 20 e 21 aprile 2023, offre materiali per una necessaria riconsiderazione di uno scrittore che continua a ricevere attenzione da un pubblico variegato e dalla critica nazionale più attenta. Alcuni contributi, grazie a nuove indagini archivistiche, illuminano aspetti inediti della sua formazione e del primo tempo di insegnante nel Molise e poi a Roma, tappe decisive anche per approfondire il suo rapporto con il fascismo. Risultato di originali ricerche è anche la ricostruzione del soggiorno in Egitto e in Tunisia (1937-1940) come direttore delle scuole italiane, dal quale provengono memorie e suggestioni per disegnare alcuni personaggi de Le terre del Sacramento. Non mancano approfondimenti sui rapporti di Jovine con intellettuali e scrittori del proprio tempo, mentre in molti contributi si insiste sul rapporto carnale con la terra molisana, imprescindibile spazio-tempo della sua narrativa, tanto che, come ha scritto Luigi Russo, è grazie a lui che la rappresentazione del Molise entra nella letteratura italiana moderna, mettendo in ombra la primogenitura di Lina Pietravalle con il suo suggestivo Molise “mitico” ed “ecologico”.</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;">
Complessivamente questi Atti pongono il tema del rientro dello scrittore nel canone letterario del Novecento, esplicitando anche modalità e percorsi funzionali a tale obiettivo: il ruolo della intensa attività di critico militante negli anni Trenta-Quaranta per ridefinire la sua idea di realismo a confronto con la letteratura italiana ed europea dell’Otto-Novecento; la costruzione di una poetica – fondata su una solida tradizione storico-filosofica nazionale (Vico, gli illuministi meridionali, De Sanctis, Croce, Gentile, fino a Gramsci), aperta anche alla cultura della crisi (Schopenhauer, Simmel, Spengler) – in cui gioca un ruolo centrale la dimensione storico-sociale, antropologica e linguistica.</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;">
In tal senso, i saggi qui raccolti si affiancano al progetto di riedizione delle opere dell’autore molisano, che lo stesso Editore sta realizzando al fine di raggiungere un pubblico più vasto, garantendo il rigore scientifico delle nuove acquisizioni critiche.</p>
<p class="p2">Contributi di</p>
<p class="p3">Alberto Barausse, Francesco D’Episcopo, Giulio de Jorio Frisari<span class="s2">, </span>Vincenzo Di Sabato, Ilaria Jovine<span class="s2">, </span>Gioconda Marinelli<span class="s2">, </span>Sebastiano Martelli<span class="s2">, </span>Antonio Mucciaccio<span class="s2">, </span>Rossano Pazzagli<span class="s2">, </span>Plinio Perilli, Angelo Piemontese<span class="s2">, </span>Annarita Pilla<span class="s2">, </span>Jean-Pierre Pisetta, Maria Stella Rossi, Alberto Sana<span class="s2">, </span>Francesco Paolo Tanzj</p>
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		<title>DOVE FINISCE IL DOLORE DEL MONDO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 08:07:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Brutte cose accadono intorno a noi, accennate, mal raccontate, strumentalizzate oppure taciute. Il nostro Occidente è immerso nell’onda di ritorno della colonizzazione (Aimé Césaire), onda che travolge i diritti, la salute, le persone e la vita stessa.  Queste poesie vogliono essere denuncia del dolore procurato e monito alla convivenza possibile e necessaria. Dove finisce il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2">Brutte cose accadono intorno a noi, accennate, mal raccontate, strumentalizzate oppure taciute. Il nostro Occidente è immerso nell’<i>onda di ritorno della colonizzazione </i>(Aimé Césaire), onda che travolge i diritti, la salute, le persone e la vita stessa.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p2">Queste poesie vogliono essere denuncia del dolore procurato e monito alla convivenza possibile e necessaria.</p>
<p class="p2">Dove finisce il dolore nel mondo, Premio Internazionale di Poesia sulle orme di Léopold Sédar Senghor Edizione 2025 – Menzione d’onore</p>
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		<title>LA POSTA DEI CONFINATIControllo e censura postale al confino politico fascista 1926-1943</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 08:00:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il confino di polizia, introdotto dal regime fascista nel novembre 1926 e presto trasformatosi in confino “politico”, ha interessato sino al 1943 circa quindicimila persone: antifascisti, dissidenti, sovversivi, e quindi comunisti, socialisti, anarchici, ma anche omosessuali, religiosi, nomadi, vagabondi, persino fascisti troppo fascisti. Tutti coloro che non erano “allineati” al regime venivano messi in condizione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2">Il confino di polizia, introdotto dal regime fascista nel novembre 1926 e presto trasformatosi in confino “politico”, ha interessato sino al 1943 circa quindicimila persone: antifascisti, dissidenti, sovversivi, e quindi comunisti, socialisti, anarchici, ma anche omosessuali, religiosi, nomadi, vagabondi, persino fascisti troppo fascisti. Tutti coloro che non erano “allineati” al regime venivano messi in condizione di non nuocere: venivano allontanati, semplicemente e silenziosamente. E nei luoghi di confino naturalmente ricevevano posta e scrivevano a casa.</p>
<p class="p3">Per la prima volta, in modo organico e completo, viene affrontato un aspetto affatto secondario del confino di polizia: il controllo e la censura postale della corrispondenza dei confinati politici.</p>
<p class="p3">Nel volume sono trattate tutte le colonie confinarie (Ponza, Ventotene, Lipari, Ustica, Favignana, Lampedusa, Pantelleria, Tremiti, Pisticci) e alcune delle oltre quattrocento località confinarie sulla terraferma. Di ciascuna vengono tratteggiati gli aspetti salienti e ci si sofferma sulle modalità di controllo e censura postale attraverso la catalogazione di tutti i bolli utilizzati.</p>
<p class="p3">In relazione alle diverse colonie confinarie trovano spazio le biografie di cinquanta confinati politici (da Giorgio Amendola a Eugenio Curiel, da Corrado Bonfantini a Nello Traquandi) che vengono illustrate con documenti postali inediti e materiale degli Archivi di Stato.</p>
<p class="p3">Particolare rilievo viene dato nel volume alle donne, direttamente (come Maria Ciarravano, Lucia Bianciotto, Cesira Fiori, Giuseppina Callegari, Maria De Fanti) o indirettamente (le mogli e le figlie di confinati che seguirono il proprio uomo al confino, come nel caso di Luigi de Prospero o Lucio Mario Luzzatto) confinate.</p>
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		<title>PAESAGGI GASTRONOMICILuoghi della memoria identità e cucina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 09:24:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ Il senso più autentico del riconoscimento UNESCO alla Cucina Italiana possiamo trovarlo in questa ultima opera di Giovanni Ballarini: non una particolare tradizione, non un prodotto, non una ricetta, ma un saper creare e un saper fare, partendo dalle specificità territoriali che nel tempo hanno sperimentato e inserito nuove colture, accolto nuovi ingredienti ed elaborato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2"><span class="s1"><span class="Apple-converted-space"> </span></span>Il senso più autentico del riconoscimento UNESCO alla Cucina Italiana possiamo trovarlo in questa ultima opera di Giovanni Ballarini: non una particolare tradizione, non un prodotto, non una ricetta, ma un saper creare e un saper fare, partendo dalle specificità territoriali che nel tempo hanno sperimentato e inserito nuove colture, accolto nuovi ingredienti ed elaborato nuove preparazioni e tecniche culinarie, in un variegato mosaico in cui ogni tessera è perfettamente inserita, essenziale al tutto.</p>
<p class="p2">Paesaggio, territorio, gastronomia, identità, storia, memoria. Questi termini, utilizzati spesso in modo inconsapevole nel linguaggio comune, qui vengono analizzati nel loro significato più profondo, soprattutto in relazione al vissuto umano e alle elaborazioni culturali che ne determinano il senso.</p>
<p class="p2">Nella prima parte dell’opera l’Autore ci fornisce gli strumenti per una puntuale analisi culturale e antropologica di ciò che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni (il paesaggio, le tradizioni gastronomiche, il territorio, la cucina identitaria), nella seconda ci introduce alla “cucina del paesaggio”, attraverso la conoscenza dei territori, dei prodotti tipici, delle ricette e tradizioni gastronomiche. Molteplici e multiformi sono gli ambienti descritti e altrettanto lo sono le cucine di riferimento: il bosco, con castagne, cinghiali e tartufi, le argentee colline di uliveti, i trabocchi lungo le coste adriatiche, la cucina povera del ghetto ebraico o dei pastori della transumanza, le risaie dai cinque raccolti, le carpe drogate e le anguille migranti, e tanto altro.</p>
<p class="p2">Il paesaggio arriva sulle tavole, dove la cucina lo racconta nel suo più autentico significato, coniugandolo con le diverse tradizioni culinarie e gastronomiche dei luoghi.</p>
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		<title>ComaAppunti per un’Autobiografia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 10:12:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Per me almeno tutto dev’esser stato stabilito da quand’ero un bambino finito sotto le ruote di un camioncino in un pomeriggio di sole e sonno e solitudine sulle strade bianche e polverose del paese. E da quel momento, dissero dopo, eri un esserino muto, e forse definitivamente ritardato. Quella io la chiamo la mia prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Per me almeno tutto dev’esser stato stabilito da quand’ero un bambino finito sotto le ruote di un camioncino in un pomeriggio di sole e sonno e solitudine sulle strade bianche e polverose del paese. E da quel momento, dissero dopo, eri un esserino muto, e forse definitivamente ritardato. Quella io la chiamo la mia prima esperienza di vita&#8230; inconscia. [&#8230;]<br />
E poi mia madre mi manda in un seminario delle Puglie per darmi un’educazione, un futuro. In quel luogo di penitenza e severi studi, rimanesti rimanellando per ben cinque anni, validi abbastanza da poterli classificare come seconda esperienza, lo shock della seconda esistenza. [&#8230;]<br />
E poi, ecco, (c’è sempre un poi), di nuovo fuori – via da quel sacro luogo&#8230; torni fuori nel mondo, ma per trovare che&#8230; che cosa? L’orrore della terza esperienza, lo shock della “mia” terza esistenza: la guerra civile. [&#8230;]<br />
Una vita strozzata. Ed io così vissi poi, da strozzato, come appeso a un uncino, come un malato legato alla cannula di alimentazione del suo coma».</p>
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		<title>Maurizio SantilliDialoghi tendenti alla felicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 09:27:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Frammenti di pensieri si susseguono testimoniando la densità di un percorso interiore tenacemente tendente alla felicità. Un personale ‘diario di bordo’, ritmato da cinquantaquattro parole guida, fornisce ispirazione e stimolo a mettere in moto cuore e cervello per incamminarsi, senza timore, verso quell’unica luminosa direzione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Frammenti di pensieri si susseguono testimoniando la densità di un percorso interiore tenacemente tendente alla felicità. Un personale ‘diario di bordo’, ritmato da cinquantaquattro parole guida, fornisce ispirazione e stimolo a mettere in moto cuore e cervello per incamminarsi, senza timore, verso quell’unica luminosa direzione.</p>
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		<title>Abdullah BadinjkiSotto il cielo di Damasco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 12:58:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sotto il cielo di Damasco è un viaggio profondo nella memoria e nella politica di un Paese martoriato. Figlio di siriani di Aleppo, nato e cresciuto a Milano e con il cuore diviso tra le due città, l’autore intreccia esperienze personali e analisi geopolitica per raccontare la tragedia siriana. Dalle montagne di Qardaha alle stanze [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sotto il cielo di Damasco è un viaggio profondo nella memoria e nella politica di un Paese martoriato. Figlio di siriani di Aleppo, nato e cresciuto a Milano e con il cuore diviso tra le due città, l’autore intreccia esperienze personali e analisi geopolitica per raccontare la tragedia siriana. Dalle montagne di Qardaha alle stanze del potere di Damasco, focalizza mezzo secolo di dittatura di una delle famiglie più controverse del Medio Oriente, attraversando le storie di chi ha costruito, sostenuto o sfidato quel sistema di potere, spesso nell’ombra e spesso a caro prezzo. Il libro mostra come una nazione culla di civiltà sia stata soffocata da repressione, corruzione e violenza, in un conflitto divenuto terreno di scontro tra potenze regionali e internazionali che hanno alimentato la distruzione invece di fermarla. Un racconto incredibilmente tragico, un intreccio di ambizione politica, autoritarismo, interessi, morte e devastazione e un atto d’amore per la Siria, una riflessione su identità, resistenza, memoria e destino. Perché sotto il cielo di Damasco, la Storia non è ancora finita e, forse, il futuro porterà davvero con sé un vento di libertà.</p>
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		<title>Sonia BergamascoGiocare la vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 10:43:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Attrice, regista, musicista, autrice: Sonia Bergamasco è una delle figure più raffinate e complete del panorama artistico italiano. Questo libro ne ripercorre la carriera e cerca di definirne l’unicità attraverso saggi critici, testimonianze e interviste. Un ritratto corale di un’artista capace di muoversi tra musica e teatro, cinema d’autore e commedie popolari, scrittura e lettura, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Attrice, regista, musicista, autrice: Sonia Bergamasco è una delle figure più raffinate e complete del panorama artistico italiano. Questo libro ne ripercorre la carriera e cerca di definirne l’unicità attraverso saggi critici, testimonianze e interviste. Un ritratto corale di un’artista capace di muoversi tra musica e teatro, cinema d’autore e commedie popolari, scrittura e lettura, senza mai rinunciare a un’idea rigorosa e artigianale del proprio mestiere. Il volume si chiude con una ricca conversazione con Bergamasco, che illumina la coerenza e la profondità di un percorso creativo raro per intensità e intelligenza.</p>
<p>Saggi di Laura Bevione, Chiara Borroni, Paola Casella, Sara Casoli, Sara Chiappori, Fabio Ferzetti, Marzia Gandolfi, Paolo Mereghetti, Emiliano Morreale, Anna Maria Pasetti, Federico Pedroni, Paola Zeni.</p>
<p>Testimonianze di Emanuele Arciuli, Maria Grazia Calandrone, Ruggero Cappuccio, Lorenzo Flabbi, Fabrizio Gifuni, Marco Tullio Giordana, Alberto Terrile.<br />
Interviste ad Antonio Latella, Riccardo Milani, Roberta Torre, Luca Zingaretti.</p>
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		<title>Un uomo provvisorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 08:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La riedizione di Un uomo provvisorio, che copre un vuoto di oltre quarant’anni, è anche l’occasione, attraverso il denso saggio di Sebastiano Martelli, per la riscoperta di un romanzo per lo più trascurato e sul quale lo stesso Jovine aveva richiamato l’attenzione definendolo «una autobiografia mentale». Viene qui ricostruita la formazione dello scrittore tra il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La riedizione di Un uomo provvisorio, che copre un vuoto di oltre quarant’anni, è anche l’occasione, attraverso il denso saggio di Sebastiano Martelli, per la riscoperta di un romanzo per lo più trascurato e sul quale lo stesso Jovine aveva richiamato l’attenzione definendolo «una autobiografia mentale». Viene qui ricostruita la formazione dello scrittore tra il Molise e Roma dove, dalla fine degli anni Venti, entra in rapporto con alcuni protagonisti della cultura italiana e collabora intensamente a giornali e riviste. Vengono del pari approfonditi i posizionamenti nel dibattito letterario coevo, in particolare le elaborazioni teoriche e critiche di un nuovo realismo, e il rapporto con il fascismo, a proposito del quale gioca un ruolo fondamentale la prima formazione idealistica alimentata dalla lettura di De Sanctis, Croce e Gentile. Un uomo provvisorio, con opzione metanarrativa, mette in campo un confronto serrato con la cultura della crisi, con la narrativa del modernismo che al tempo della scrittura del romanzo mostrava di essere in fase di esaurimento. L’opera di Jovine, utilizzando anche la chiave allegorica e parodica nonché le tecniche del romanzo modernista, racconta le “peripezie” intellettuali ed esistenziali del protagonista Giulio Sabò, la sua “provvisorietà”, fino al ritorno nella terra natia che potrebbe costituire l’uscita di sicurezza da una condizione precaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><a href="https://www.raiplaysound.it/audio/2025/10/Zaza---Meridione-cultura-societa-del-19102025-b5c50e2c-16a7-4a3a-b503-12890548f06f.html" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-8711" src="https://www.cosmoiannone.it/wp-content/uploads/2025/06/unuomoprovvisorio-300x204.png" alt="" width="300" height="204" srcset="https://www.cosmoiannone.it/wp-content/uploads/2025/06/unuomoprovvisorio-300x204.png 300w, https://www.cosmoiannone.it/wp-content/uploads/2025/06/unuomoprovvisorio.png 532w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><a href="https://www.raiplaysound.it/audio/2025/10/Zaza---Meridione-cultura-societa-del-19102025-b5c50e2c-16a7-4a3a-b503-12890548f06f.html" target="_blank" rel="noopener">Ascolta la radio intervista su RaiRadio3 &#8211; Zazà &#8211; Meridione cultura società &#8211; La mancanza del Sud </a>dal minuto 52:30 al 1:05:57</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CELESTINO V &#8211; L’uomo, il papa, il santo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 08:45:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo libro racconta l’intero arco esistenziale di Pietro del Morrone. Lo vede bambino nella sua famiglia e nei suoi luoghi d’origine, lo accompagna nell’esperienza monacale in convento, lo segue, dedito alla preghiera, nei tanti eremi del Morrone e della Maiella, fino all’inaspettata elezione al soglio pontificio con il nome di Celestino V e alla successiva [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo libro racconta l’intero arco esistenziale di Pietro del Morrone. Lo vede bambino nella sua famiglia e nei suoi luoghi d’origine, lo accompagna nell’esperienza monacale in convento, lo segue, dedito alla preghiera, nei tanti eremi del Morrone e della Maiella, fino all’inaspettata elezione al soglio pontificio con il nome di Celestino V e alla successiva rinunzia al papato. Analizza la dolorosa parabola conclusiva della sua vita che prende avvio con l’elezione di Papa Bonifacio VIII e termina con la reclusione nella Rocca di Fumone. Tanti e interessanti sono gli eventi successivi alla morte del vecchio papa eremita, qui puntualmente narrati, così come vengono riassunte le diverse opinioni sul luogo della sua nascita e definiti i motivi che possono verosimilmente fissarla a Isernia.</p>
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