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	<title>Narrativa Archivi - Cosmo Iannone Editore</title>
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	<title>Narrativa Archivi - Cosmo Iannone Editore</title>
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		<title>L&#8217;impero in provincia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 15:05:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi racconti Francesco Jovine descrive il riverbero che le vicende del ventennio fascista ebbero tra la gente del periferico “Contado di Molise”. Scorci di vissuto durante il regime e negli anni tragici della guerra, fino ai primi bagliori del tempo nuovo, denso di speranze e promesse, ma anche di delusioni e di persistenti forme [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi racconti Francesco Jovine descrive il riverbero che le vicende del ventennio fascista ebbero tra la gente del periferico “Contado di Molise”. Scorci di vissuto durante il regime e negli anni tragici della guerra, fino ai primi bagliori del tempo nuovo, denso di speranze e promesse, ma anche di delusioni e di persistenti forme di ingiustizia sociale, in una ricostruzione il cui fulcro è la necessità di arrivare alla radice dei fatti che avevano portato alla sciagura della guerra.<br />
Una consapevolezza del passato come strumento di costruzione del futuro, segno evidente di quanto la memoria e, più in generale, la storia, siano centrali nella poetica joviniana.<br />
Una conferma di come la «Grande storia», attraverso la sua trasfigurazione, si sia intrecciata con la microstoria delle comunità meridionali, fino a incidere sui percorsi esistenziali dei singoli individui, cambiandoli e venendone cambiata, restituendone così tutta l’umanità.</p>
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		<title>Gli impazienti</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 16:26:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una madre, una figlia, uno specchio. E un padre appassionato di musica lirica, che c’è e non c’è. Ecìla è una bambina che cresce in un ambiente familiare conflittuale. Le fanno compagnia un libro custode, una macchina da cucire Singer che canta a suo modo e il canto dell’ineguagliabile Maria Callas. Ecìla è confusa: obbedire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una madre, una figlia, uno specchio. E un padre appassionato di musica lirica, che c’è e non c’è.<br />
Ecìla è una bambina che cresce in un ambiente familiare conflittuale. Le fanno compagnia un libro custode, una macchina da cucire Singer che canta a suo modo e il canto dell’ineguagliabile Maria Callas. Ecìla è confusa: obbedire alle aspirazioni della madre, che la vorrebbe psicologa, o imitarne il mestiere di sarta per identificarsi con lei? In fondo è un po’ la stessa cosa: di dentro o di fuori, si tratta pur sempre di fare rammendi, unire parti sfibrate e isolate, cucire tessuti e ricucire rapporti.<br />
Ciò che Ecìla sceglierà non sarà definitivo. Se vorrà riappropriarsi di sé stessa dovrà avere, a un certo punto, il coraggio di rovesciare la sua vita, dovrà attraversare definitivamente lo specchio e disubbidire. Per imparare a desiderare.</p>
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		<title>Signora Ava</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2023 19:30:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa nuova edizione di Signora Ava consolida ulteriormente il giudizio della critica più attenta e dei lettori su un romanzo che per l’originale contaminazione tra immaginario, storia, memoria e sguardo antropologico occupa un posto di rilievo nella narrativa sul Risorgimento. Una meridionalità nel tempo, con i segni lasciati dal transito della Storia, è raccontata con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa nuova edizione di Signora Ava consolida ulteriormente il giudizio della critica più attenta e dei lettori su un romanzo che per l’originale contaminazione tra immaginario, storia, memoria e sguardo antropologico occupa un posto di rilievo nella narrativa sul Risorgimento. Una meridionalità nel tempo, con i segni lasciati dal transito della Storia, è raccontata con una scrittura che declina in forme nuove i moduli narrativi del romanzo storico, avendo alle spalle la traversata compiuta dall’autore dal decadentismo al modernismo, al realismo. La densa Postfazione, una vera e propria “guida alla lettura”, oltre che ricostruire genesi e progettualità del romanzo, fa emergere lo straordinario palinsesto storico-culturale sotteso al racconto del passaggio all’Unità nella provincia meridionale; al centro la «cupa, disperata, nera epopea» del brigantaggio, rappresentata con empatia per il suo drammatico vissuto e le ragioni della condizione contadina, ma con un lucido equilibrio ideologico in linea con la più accreditata storiografia. Il recupero memoriale a forte imprinting antropologico, lo stile evocativo e fabulatorio – spesso frainteso dalla critica – il linguaggio modulato su una dialettalità autentica, che innervano una letterarietà qualitativamente alta, segnalano non solo la novità del romanzo al passaggio dagli anni trenta agli anni quaranta, ma ne fanno uno dei risultati più significativi della narrativa italiana del Novecento.</p>
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		<title>Trieste. Uno sguardo intimverso</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 19:55:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a cura di Laila Wadia “Alle volte capita così, capita che vai da qualche parte, ti innamori e resti. Nonostante la nostalgia, nonostante tutto” scrive Diana Bošnjak Monai, prestando la sua penna a questa antologia insieme a sette autrici mondo-triestine che ci offrono uno sguardo intimverso su Trieste. Uno sguardo intimo e diverso, ma anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>a cura di Laila Wadia</p>
<p>“Alle volte capita così, capita che vai da qualche parte, ti innamori e resti. Nonostante la nostalgia, nonostante tutto” scrive Diana Bošnjak Monai, prestando la sua penna a questa antologia insieme a sette autrici mondo-triestine che ci offrono uno sguardo intimverso su Trieste.<br />
Uno sguardo intimo e diverso, ma anche pluriverso, controverso e converso: dal Carso al centro città, angoli e angolazioni meno conosciute, oltre i luoghi comuni e i confini segnati su una mappa.</p>
<p><strong>Racconti di</strong><br />
Diana Bošnjak Monai, Elizabeth Griffin, Gabriela Preda, Betina Lilián Prenz, Ana Cecilia Prenz Kopušar, Liliya Radoeva Destradi, Laila Wadia, Qing Yue.</p>
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		<title>Il nido di pietra</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 20:44:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pubblicato nel 2002 e oggi riproposto in una nuova versione, arricchita di quattro brevi racconti, rappresenta un fondamentale tassello della vita e dell’opera di un autore come Felice Del Vecchio, impegnato in un costante peregrinare tra un ideale politico mai tradito e una scrittura limpida e sempre viva. La vicenda rappresenta anche una testimonianza diretta sulla mutazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato nel 2002 e oggi riproposto in una nuova versione, arricchita di quattro brevi racconti, rappresenta un fondamentale tassello della vita e dell’opera di un autore come Felice Del Vecchio, impegnato in un costante peregrinare tra un ideale politico mai tradito e una scrittura limpida e sempre viva.<br />
La vicenda rappresenta anche una testimonianza diretta sulla mutazione antropologica che il Mezzogiorno interno ha subito nei decenni del dopoguerra e ne richiama i risvolti umani, le dinamiche sociali e i contrasti politici. I dialoghi tra il Prete Vecchio e il giovane comunista non restituiscono solo l’amarezza di una parallela sconfitta ideale, ma evocano anche principi e idealità il cui valore non si perde nelle crepe degli accadimenti storici, ma si misura nella forza con la quale riescono a parlare all’intelligenza e alla volontà degli uomini, rispondendo alle loro più profonde domande di senso.<br />
Il testo è corredato da alcune illustrazioni di Antonio Pettinicchi, uno degli interpreti più alti del Novecento artistico molisano, e da una prefazione di Norberto Lombardi.</p>
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		<title>Onda</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Nov 2018 22:07:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono vicine le protagoniste dei racconti di questa raccolta: le loro emozioni si percepiscono anche in lontananza. In una dimensione tra realtà e finzione, delineano profili di Paesi diversi, dal Medio Oriente all’Africa, all’Italia. Parlano la lingua che ha i colori dei mondi che ci fanno scoprire. Giovani madri che sopravvivono per dare alla luce un figlio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono vicine le protagoniste dei racconti di questa raccolta: le loro emozioni si percepiscono anche in lontananza. In una dimensione tra realtà e finzione, delineano profili di Paesi diversi, dal Medio Oriente all’Africa, all’Italia. Parlano la lingua che ha i colori dei mondi che ci fanno scoprire. Giovani madri che sopravvivono per dare alla luce un figlio, perfino su un barcone in mezzo al Mediterraneo. Bambine che hanno “gli occhi cerchiati di dolore” e fanno di tutto per salvare un ricordo dalla guerra. Sensibili, indifese, risolute e prigioniere di un carcere che non è soltanto un luogo, lottano per la libertà o si coprono il viso di stoffa nera. Gridano o ascoltano la voce del silenzio.<br />
Tutte trovano la loro forza quando fanno la scelta che la vita mette loro di fronte, e che a volte sembra essere una sfida. L’amore le accompagna, ma anche il rancore e la sofferenza, che vive negli occhi di una figlia, in una sirena che può cancellare la violenza, nell’abbraccio di un uomo che è stato un cliente, nel sapore di un bacio a cui devi rinunciare.</p>
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		<title>Sulla via di Berlino La Marcia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 20:53:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Youssef Wakkas è un autore del nostro tempo tormentato. In questa sua Marcia forzata mette in scena catastrofi surreali attraverso fantasiose metafore di sperdimenti psicologici, di traumi personali e collettivi, riuscendo a farci assaporare, contestualmente, il colore del mondo mediorientale, il fascino di galee e galeazze, visir e gran sultani, la poesia di tempi lontani [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Youssef Wakkas è un autore del nostro tempo tormentato.<br />
In questa sua Marcia forzata mette in scena catastrofi surreali attraverso fantasiose metafore di sperdimenti psicologici, di traumi personali e collettivi, riuscendo a farci assaporare, contestualmente, il colore del mondo mediorientale, il fascino di galee e galeazze, visir e gran sultani, la poesia di tempi lontani che hanno tradito le loro promesse di felicità. Il suo narrare dà voce al vagare nell’incubo della perdita di ogni riferimento dell’umano, è la cronaca dell’attrez &#8211; zarsi in qualche modo, per chi ha vissuto da uomo, a vivere la costrizione del ritorno ai primordi, nell’inferno della bestialità. Nadia, Milad, Àdel “il guerriero malinconico”, sono tutti protagonisti di un romanzo complesso e appassionante che ci conduce nell’evidenza della tragica insensatezza della guerra, di ogni guerra, in ogni tempo, e che testimonia e racconta, come poco altro, la nostra contemporaneità.</p>
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		<title>Viaggio nel Molise</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Aug 2017 13:14:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nuova edizione ampliata, a cura e con un saggio di Sebastiano Martelli Questo volume di scritti giornalistici di Jovine, che al reportage del 1941 sul Molise affianca altri articoli pubblicati tra il 1942 e il 1950, offre al lettore nuovi itinerari e una più complessa immagine della regione, segnata dalla caduta del fascismo, dal drammatico quadro degli ultimi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova edizione ampliata, a cura e con un saggio di Sebastiano Martelli</p>
<p>Questo volume di scritti giornalistici di Jovine, che al reportage del 1941 sul Molise affianca altri articoli pubblicati tra il 1942 e il 1950, offre al lettore nuovi itinerari e una più complessa immagine della regione, segnata dalla caduta del fascismo, dal drammatico quadro degli ultimi due anni del conflitto bellico, dai cambiamenti politici e istituzionali del paese e dai sommovimenti sociali che investono il Mezzogiorno nel secondo dopoguerra.<br />
Emerge il modificarsi della visione e rappresentazione della terra d’origine, utile anche per verificare il lavoro che Jovine va svolgendo contestualmente nell&#8217;officina della sua scrittura narrativa. Il volume, che in postfazione comprende una nuova analisi e sistemazione critica di Sebastiano Martelli, è l’occasione per una rilettura dello scrittore molisano ed una sua ricollocazione nel canone letterario novecentesco.</p>
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		<title>Terra, mare e altrove</title>
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		<pubDate>Sun, 21 May 2017 14:53:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La terra, il mare, l’altrove sono i luoghi in cui l’autrice conduce il lettore facendolo viaggiare, facendogli scoprire paesi e posti diversi e aprendolo a nuove realtà. Un viaggio che ci permette di esplorare noi stessi e i nostri atteggiamenti verso gli altri. Un libro che parla di migrazione, di ieri e di oggi, di luoghi fisici e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La terra, il mare, l’altrove sono i luoghi in cui l’autrice conduce il lettore facendolo viaggiare, facendogli scoprire paesi e posti diversi e aprendolo a nuove realtà. Un viaggio che ci permette di esplorare noi stessi e i nostri atteggiamenti verso gli altri. Un libro che parla di migrazione, di ieri e di oggi, di luoghi fisici e metaforici e di scontri. Non più confini nazionali, ma orizzonti culturali, non più punti di partenza e di arrivo, ma luoghi di passaggio e di attraversamento, non più emigrati e immigrati, ma migranti. L’autrice da anni residente all’estero è ben consapevole di cosa significhi vivere altrove e racconta con grande empatia le difficoltà ma anche le speranze degli stranieri che vivono in Italia e degli italiani che vivono all’estero. Questi racconti ci fanno riflettere e ci aiutano a capire quanto sia importante aprirsi verso gli stranieri e cercare di vedere la realtà attraverso i loro occhi.</p>
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		<title>Roberto Cossa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2017 21:29:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel teatro c’è una tentazione permanente: l’idea dell’arte immediata, la voglia di raccontare la storia. Roberto Cossa]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Nel teatro c’è una tentazione permanente: l’idea dell’arte immediata, la voglia di raccontare la storia.</p>
<p style="text-align: right;">Roberto Cossa</p>
</blockquote>
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