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	<title>Fuori Collana Archivi - Cosmo Iannone Editore</title>
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	<title>Fuori Collana Archivi - Cosmo Iannone Editore</title>
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		<title>Maurizio SantilliDialoghi tendenti alla felicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Padula]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2025 09:27:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Frammenti di pensieri si susseguono testimoniando la densità di un percorso interiore tenacemente tendente alla felicità. Un personale ‘diario di bordo’, ritmato da cinquantaquattro parole guida, fornisce ispirazione e stimolo a mettere in moto cuore e cervello per incamminarsi, senza timore, verso quell’unica luminosa direzione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Frammenti di pensieri si susseguono testimoniando la densità di un percorso interiore tenacemente tendente alla felicità. Un personale ‘diario di bordo’, ritmato da cinquantaquattro parole guida, fornisce ispirazione e stimolo a mettere in moto cuore e cervello per incamminarsi, senza timore, verso quell’unica luminosa direzione.</p>
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		<title>Che c&#8217;azzecca Pretesti matematici per parlare di Molise. E viceversa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[iwebbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2024 08:08:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È possibile, raccontando cose matematiche, apprendere che Ernest Hemingway in Addio alle armi parla di un prete originario di Capracotta (Is), che l’incisore e litografo olandese Maurits C. Escher, in un suo tour in Italia, fu attratto dal castello incastonato sulla roccia di Cerro al Volturno (Is) e lo ritrasse in una mirabile xilografia, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È possibile, raccontando cose matematiche, apprendere che Ernest Hemingway in Addio alle armi parla di un prete originario di Capracotta (Is), che l’incisore e litografo olandese Maurits C. Escher, in un suo tour in Italia, fu attratto dal castello incastonato sulla roccia di Cerro al Volturno (Is) e lo ritrasse in una mirabile xilografia, che in una chiesa di Acquaviva Collecroce (Cb) si può osservare il quadrato magico Sator-Rotas, che è possibile ascoltare il dialetto molisano-croato, il na-našu, su un sito del Cnr francese, che il Molise, oltre alle tre Diocesi, ha una quarta sede episcopale non diocesana, che gli stazzi, i ricoveri per le pecore, sui monti delle Mainarde o lungo i tratturi che dall’Abruzzo portano in Puglia, sono stati costruiti dai pastori rispondendo alle stesse teorie con le quali oggi sono posizionate sul territorio le antenne per la telefonia mobile, che una legge del 1989 stabilisce la frequenza di accordatura degli strumenti musicali o che i confini del Molise sono tortuosi quanto le coste dell’Australia?<br />
Viceversa, è possibile, raccontando di toponimi, territori, specialità e tradizioni della ventesima regione d’Italia, finire a parlare dei teoremi isoperimetrici di Zenodoro, degli assiomi di Peano, di Nepero e i suoi logaritmi, di Mandelbrot e i suoi frattali, di Fourier e delle sue trasformate?<br />
Il sapore di questo volume è antico, raccoglie il testimone del racconto e della cultura non frazionata in compartimenti stagni e risponde alle sfide dei quesiti posti nelle due domande precedenti. Prova, inoltre, a coniugare il linguaggio formale di qualche passaggio matematico con le parole spontanee e comprensibili delle piazzette e delle sagre paesane.</p>
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		<title>Il Mondo di Heidel</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2022 12:21:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aquile fantastiche, montagne infuocate, avventure spericolate, elefanti, rinoceronti e orsi giganteschi. Il mistero di un dentino caduto e di un bambino preistorico. Tutto s’incontra nelle piccole storie che compongono questo libro, frutto della fantasia e della scrittura di bambini del ventunesimo secolo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aquile fantastiche, montagne infuocate, avventure spericolate, elefanti, rinoceronti e orsi giganteschi. Il mistero di un dentino caduto e di un bambino preistorico. Tutto s’incontra nelle piccole storie che compongono questo libro, frutto della fantasia e della scrittura di bambini del ventunesimo secolo.</p>
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		<title>Il dentino preistorico</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 06:45:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Venti piccole storie, e altrettanti scrittori in erba, per raccontare un tempo lontanissimo in cui, nei luoghi a noi oggi familiari, insieme ai grandi animali si aggiravano i nostri antenati. Uno di essi ha lasciato una minuscola traccia: un dentino da latte perso circa 600.000 anni fa.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venti piccole storie, e altrettanti scrittori in erba, per raccontare un tempo lontanissimo in cui, nei luoghi a noi oggi familiari, insieme ai grandi animali si aggiravano i nostri antenati.</p>
<p>Uno di essi ha lasciato una minuscola traccia: un dentino da latte perso circa 600.000 anni fa.</p>
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		<title>Ingegni di pensieri I misteri d&#8217;inverno</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 20:02:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’attaccamento alle radici è valore aggiunto, per non perdersi nei movimenti della vita che a volte scorre tumultuosa, a volte rallenta nei meandri di situazioni che ci portano dove neanche sappiamo. Le tradizioni ci aiutano a non smarrirci. Ci richiamano indietro quando siamo troppo oltre. In esse ci ritroviamo. Mentre i Misteri si allontanano per tornare nel chiuso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’attaccamento alle radici è valore aggiunto, per non perdersi nei movimenti della vita che a volte scorre tumultuosa, a volte rallenta nei meandri di situazioni che ci portano dove neanche sappiamo. Le tradizioni ci aiutano a non smarrirci. Ci richiamano indietro quando siamo troppo oltre. In esse ci ritroviamo.<br />
Mentre i Misteri si allontanano per tornare nel chiuso del Museo, dove li accoglierà di nuovo il silenzio, ma non l’oblio, penso che prima di me li hanno visti passare per le strade della città i miei genitori, i miei nonni, le persone care che mi hanno preceduta. Mi chiedo cosa avranno pensato, quali emozioni avranno vissuto, quale ingegno avranno applaudito di più.<br />
E mi sento anello di una catena che non stringe e soffoca, ma sorregge e sprona. Quanta storia racconta la propria terra!<br />
La straordinarietà dei Misteri d’inverno dà la sensazione di custodire un tesoro in più da lasciare a quelli che verranno dopo. Se vorranno ascoltare.<br />
V.P.</p>
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		<title>Don Luigi Sfide e Passioni</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 22:34:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quell&#8217;insalata descritta solo virtualmente, ma con estrema precisione e soprattutto con foga veramente trascinatrice, mi fece capire che non solo il desco, ma anche la vita poteva essere diversa, che si poteva osare, uscire fuori dagli schemi e soprattutto dalla tradizione per andare alla ricerca di un proprio stile fatto di coraggio e creatività. Avevo solo otto anni, ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quell&#8217;insalata descritta solo virtualmente, ma con estrema precisione e soprattutto con foga veramente trascinatrice, mi fece capire che non solo il desco, ma anche la vita poteva essere diversa, che si poteva osare, uscire fuori dagli schemi e soprattutto dalla tradizione per andare alla ricerca di un proprio stile fatto di coraggio e creatività. Avevo solo otto anni, ma mi fu subito chiaro che Luigi veniva da un altro mondo, fatto di tradizione e concretezza sì, ma anche di grande fantasia e sicuramente di forte intraprendenza.<br />
… fu proprio la forza dei suoi sogni a dare consistenza alle sue sfide, sogni che sono diventati coraggiosi progetti che hanno arricchito e arricchiscono ancora adesso i suoi terreni e sicuramente la sua vita.<br />
Non so cosa lo spinse a cimentarsi con il vino ma credo che non fu estraneo a questa sua decisione il piacere della tavola, della convivialità e dell’amicizia di cui il vino è veramente il simbolo.<br />
La scelta di privilegiare gli antichi vitigni si rivelò vincente e moderna forse anche perché recuperare le varietà tradizionali voleva dire far tornare al naso e alla bocca le sensazioni perse nel tempo.</p>
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		<title>Magia Azzurra Protagonisti e avventure in un secolo di Nazionale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 22:33:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!», gridò nel microfono Nando Martellini per celebrare il trionfo spagnolo del 1982. «Il cielo è azzurro sopra Berlino!», esclamò Marco Civoli, con la voce rotta dall&#8217;emozione, dopo l’interminabile finale di Berlino contro la Francia. Cent’anni di Nazionale si possono racchiudere anche in queste due frasi che, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!», gridò nel microfono Nando Martellini per celebrare il trionfo spagnolo del 1982. «Il cielo è azzurro sopra Berlino!», esclamò Marco Civoli, con la voce rotta dall&#8217;emozione, dopo l’interminabile finale di Berlino contro la Francia. Cent’anni di Nazionale si possono racchiudere anche in queste due frasi che, da quel giorno, sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo di tutti noi. Dai due Mondiali di Pozzo, nell&#8217;Italia in cui anche i calciatori erano chiamati balilla, all&#8217;insperato successo dei ragazzi di Valcareggi, agli Europei casalinghi del ‘68; senza dimenticare le spedizioni fallimentari degli anni cinquanta, il tentativo di “combine” del 1974, i Mondiali “militari” del 1978, nell&#8217;Argentina di Videla, l’atroce beffa di Rotterdam nel 2000: un secolo di Nazionale ci ha regalato sorrisi ed emozioni, partite indimenticabili, grandi allenatori, interminabili dispute e campioni le cui figurine sono conservate nei nostri album come preziose reliquie. La “magia azzurra”, per fortuna, va avanti.</p>
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		<title>L&#8217;icona della Madonna della Luce di Isernia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 22:29:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Cattedrale di Isernia ospita la copia di una odighitria che, leggermente rovinata dalle infiltrazioni dell’acqua e male illuminata, ci appare come la riproduzione di una delle tante icone rappresentanti la Vergine e il Bambino che popolano le chiese italiane. È, invece, la copia di un’icona realizzata nel XVI secolo, portata nel duomo più di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Cattedrale di Isernia ospita la copia di una odighitria che, leggermente rovinata dalle infiltrazioni dell’acqua e male illuminata, ci appare come la riproduzione di una delle tante icone rappresentanti la Vergine e il Bambino che popolano le chiese italiane. È, invece, la copia di un’icona realizzata nel XVI secolo, portata nel duomo più di quattrocento anni fa e il cui culto non impiegò molto a radicare con forza nella popolazione isernina. La tavola originale, conservata nel tesoro della Cattedrale stessa, trasmette tutto il fascino di un’immagine taumaturgica, di un’opera dimenticata che aspetta solo di essere riscoperta e valorizzata per la sua bellezza e la sua indubbia qualità. Ulderico Iorillo ci conduce alla scoperta de La Madonna della luce, ce ne racconta la storia, i personaggi ad essa legati, il contesto storico-artistico in cui l’autore, il maestro Marcos Batha, operò.</p>
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		<title>Vita di Maria Maddalena, di sua sorella Marta e di suo fratello Lazzaro</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 22:28:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tratta dalla Patrologia Latina, uno dei più grandi patrimoni letterari dell’occidente cristiano, l’opera fu scritta dal Beato Vescovo e padre della Chiesa Rabano Màuro il quale, pur vittima della confusione dell’esegesi biblica del suo tempo, perchè accomuna Maria Maddalena sia alla “peccatrice” che unse i piedi di Gesù e non fu sorella di Marta e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tratta dalla Patrologia Latina, uno dei più grandi patrimoni letterari dell’occidente cristiano, l’opera fu scritta dal Beato Vescovo e padre della Chiesa Rabano Màuro il quale, pur vittima della confusione dell’esegesi biblica del suo tempo, perchè accomuna Maria Maddalena sia alla “peccatrice” che unse i piedi di Gesù e non fu sorella di Marta e di Lazzaro, sia a Maria di Betania sorella di Marta e Lazzaro che unse il capo di Gesù, ha comunque lasciato una preziosa testimonianza sia sulla Maddalena sia sulla avventurosa, misteriosa ed inarrestabile missione della Chiesa di Cristo, dopo la sua resurrezione, in tutto il mondo allora conosciuto.</p>
<p>a cura di Salvatore Azzolini</p>
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		<title>Una ferrovia di montagna La società ferroviaria Agnone Pescolanciano 1909-1943</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 22:27:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La linea ferroviaria a trazione elettrica univa Agnone, centro particolarmente attivo nel commercio e nell&#8217;artigianato, a Pescolanciano attraversando il territorio dell’Alto Molise. Realizzata come collegamento con la ferrovia Isernia-Carpinone-Sulmona, che non aveva interessato tali territori, contribuì per vari decenni a sviluppare l’economia delle popolazioni locali.Inaugurata nel 1915 costituiva spesso l’unico mezzo di collegamento quando frequenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La linea ferroviaria a trazione elettrica univa Agnone, centro particolarmente attivo nel commercio e nell&#8217;artigianato, a Pescolanciano attraversando il territorio dell’Alto Molise. Realizzata come collegamento con la ferrovia Isernia-Carpinone-Sulmona, che non aveva interessato tali territori, contribuì per vari decenni a sviluppare l’economia delle popolazioni locali.Inaugurata nel 1915 costituiva spesso l’unico mezzo di collegamento quando frequenti nevicate bloccavano la viabilità fra i due centri capolinea. Lungo il tracciato, ancora in parte riconoscibile o identificabile, sono presenti i resti di numerosi caselli ferroviari. La linea che attraversa un territorio con ambienti estremamente vari si presenta come un tracciato, ben inserito nel paesaggio, che non deve essere dimenticato ma conservato come documento storico e come potenziale mezzo di sviluppo.</p>
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