Dopo più di cinquant’anni dalla morte di Francesco Jovine vengono qui raccolti per la prima volta i racconti che lui aveva pubblicato su quotidiani e periodici soprattutto negli anni quaranta. Abbiamo voluto attribuire a questi racconti gli aggettivi dimenticati e dispersi per sottolineare il destino a cui sono stati abbandonati per anni in biblioteche ed emeroteche d’Italia. Dimenticati e dispersi sono anche i personaggi di queste storie. Dimenticati in terre selvagge al loro destino di povertà, ignoranza, isolamento o in paesi lontani come l’Argentina, emigranti in cerca di un futuro migliore, senza – loro no – mai dimenticare il passato; e dispersi e smarriti in vite provvisorie e precarie, confusi da difficoltà umane ed esistenziali, che pure tanta attenzione trovarono nell’opera di Francesco Jovine. Di notevole interesse letterario, questi racconti costituiscono l’opportunità di leggere aspetti nuovi e talvolta insoliti della produzione dello scrittore molisano e offrono alla critica un prezioso strumento di studio per continuare a conoscere Francesco Jovine.
Francesco Jovine (Guardialfiera 1902, Roma 1951). Insegnante, direttore didattico, scrittore, critico letterario, giornalista, illustre osservatore della società italiana della prima metà del secolo scorso. Vive gran parte della sua vita a Roma dove si laurea in Pedagogia, allievo di Giuseppe Lombardo Radice. Dal 1937 al 1940 abbandona l’Italia fascista e si trasferisce in Africa, prima a Tunisi poi al Cairo, dove insegna nelle scuole italiane. Tra le sue opere Il pastore sepolto, Tutti i miei peccati, Signora Ava, Le terre del Sacramento.
Caterina Carmosino. Laureata in Lettere presso l’Università degli studi di Firenze, attualmente collabora con l’Archivio storico dell’Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa (INDIRE) di Firenze.
|