In Uscita: La Venere Vagante e il Buon Soldato, di Emilio Franzina

24 marzo 2017

In Uscita: La Venere Vagante e il Buon Soldato, di Emilio Franzina

La Venere vagante e il buon soldato

Storie sessuali e di loisir della grande guerra italiana

COSMO IANNONE EDITORE

vai alla scheda completa del libro >

Di tutte le storie che il centenario del primo conflitto mondiale ha contribuito a far riaffiorare, una soltanto non è riuscita a ottenere uno spazio a se stante nelle mille commemorazioni di questi ultimi anni: la storia del tempo libero dalla trincea e quella dei rapporti più intimi tra le donne e i soldati di quel tempo lontano che furono spesso rapporti in ogni senso amorosi e quindi anche erotici e carnali.

Nel primo caso si tratta di momenti legati alle iniziative prese dai vertici militari e dal clero castrense tra Case e Teatri del soldato in retrovia ma anche non distante dalla linea del fuoco;  nel secondo invece di una miriade di relazioni fra maschi in divisa e donne per lo più del fronte interno comprese quelle presenti o immesse nelle case di tolleranza ora poste sotto il controllo dell’esercito. Accanto all’amore materno e coniugale o ai sentimenti romantici e alle nostalgie della normalità affettiva dei giorni di pace, si svolse infatti, in parallelo, la parabola di quella che potremmo chiamare una storia sessuale (e spesso rimossa) della grande guerra: ad essa rimandano una notevole quantità di annotazioni disperse nelle memorie di tanti protagonisti e reduci del ’15-’18  a lungo utilizzate saltuariamente e con riluttante parsimonia, dagli storici.

In una ricostruzione che alcune ne utilizza e che altre, dimenticate o sostanzialmente censurate, ne ha recuperate d’inedite nell’arco di trent’anni, la ricerca di Emilio Franzina ripercorre senza reticenze aspetti e momenti del periodo bellico da questo preciso punto di vista: esso include, infatti, sia gli slanci meglio noti dell’amore materno e dell’amore filiale dei giovani soldati o le passioni amorose di mogli e di mariti (e fidanzati) al fronte, e sia le intuibili pulsioni sessuali di migliaia e migliaia di combattenti  confinate di solito, ieri nei fatti ed oggi nel ricordo, in una zona d’ombra pudica e fuorviante. Ciò nondimeno a soddisfarle durante la guerra, provvidero intanto, nei fronti interni, una miriade di unioni più e meno libere fra giovani maschi in divisa e giovani donne e ragazze spesso per la prima volta avviate al lavoro lontano dai campi (operaie, impiegate, crocerossine ecc.): il che avvenne generando situazioni scabrose recepite dal frasario in uso fra i soldati e fra gli stessi ufficiali più acculturati e sovente di gran nome, avendo però dato luogo, di fatto, anche a una forte impennata delle nascite “illegittime” e a un altrettanto forte incremento dei contagi venerei (con rischi frequenti di guerra batteriologica o d’infiltrazioni e di pratiche spionistiche da parte del “nemico”).

Tutto ciò ebbe immediate conseguenze e inevitabili contraccolpi nel potenziamento e nell’apertura ex novo, specie in Veneto e in Friuli, di numerosi postriboli posti sotto il diretto controllo dell’esercito quasi per affiancare alle caste “Case del Soldato” le più prosaiche case di tolleranza. E qui donne e ragazze, provenienti come i soldati da ogni parte d’Italia, vennero impiegate in gran numero o meglio spesso costrette a prostituirsi con turni di lavoro a dir poco massacranti sino a perderne molte volte la vita, vittime anch’esse, al pari di chi moriva in trincea e negli assalti, di una sorte degradante e cruenta.  Seguendo il filo conduttore fornito dai principali tornanti del conflitto, ma anche dalle immagini e dalle rappresentazioni del destino toccato a molte di queste protagoniste di un'”altra guerra” al femminile, l’esposizione si propone di restituire, anche a loro, un onore che sembrava in partenza compromesso o perduto.

Facebookgoogle_plus
Approfondimenti
About iwebbo

Leave a Reply

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi